Prima pagina » Cronaca » Civitavecchia, arriva il commissario Angelilli: 100 milioni sul tavolo, ma la città aspetta risposte su TVN e lavoro

Civitavecchia, arriva il commissario Angelilli: 100 milioni sul tavolo, ma la città aspetta risposte su TVN e lavoro

Angelilli commissario per la reindustrializzazione: 100 milioni e bando Ue da 20. In città cresce l’attesa su TVN, porto, Zls e posti di lavoro

Roberta Angelilli, vicepresidente Regione Lazio

Roberta Angelilli, vicepresidente Regione Lazio

A Civitavecchia il vento è cambiato, ma non basta sentirlo: servono decisioni, date, cantieri. La nomina di Roberta Angelilli a commissario straordinario del Governo per la reindustrializzazione apre una stagione che promette di rimettere in moto porto, logistica e manifattura, mentre la centrale di Torrevaldaliga Nord resta il grande punto interrogativo che taglia in due il presente della città. Da una parte la speranza di un rilancio, dall’altra la paura di restare appesi a un impianto spento e a un indotto che si assottiglia.

Un “mandato speciale” e una dote che fa rumore: 100 milioni più 20 Ue

La designazione è arrivata lungo l’asse Roma-Governo: proposta dal ministro Adolfo Urso e formalizzata dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Angelilli, già vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, avrà il compito di coordinare il percorso di riconversione, accelerare procedure, tenere insieme soggetti pubblici e privati e rendere più semplice la vita a chi vuole investire. Detto così sembra una formula, ma in mezzo ci sono fabbriche possibili, capannoni da riempire, persone da ricollocare, famiglie da rassicurare.

La dote economica è quella che fa alzare le sopracciglia anche ai più scettici: 100 milioni stanziati dal Governo per la reindustrializzazione e un bando da 20 milioni di fondi europei per attrarre investimenti. Numeri che, messi in fila, raccontano un’intenzione precisa: far tornare Civitavecchia appetibile, anche oltre il perimetro della vecchia economia legata al carbone.

La centrale spenta e la “riserva fredda”: cosa significa per la città

Torrevaldaliga Nord non è un luogo qualunque. Per anni è stata lavoro, appalti, competenze tecniche, turni, routine. Oggi è un gigante fermo: la produzione a carbone si è arrestata e l’impianto è stato collocato in “riserva fredda”, pronto a una eventuale riaccensione in caso di criticità sull’energia importata. Sulla carta è una misura di sicurezza. Nella vita quotidiana, per molti, è l’immagine di un futuro sospeso: il sito resta lì, ma non si capisce quando e come cambierà pelle.

La centrale ha una potenza installata di 1980 MW, con tre gruppi da 660 MW: numeri che danno il senso delle dimensioni e di ciò che ha significato per il territorio. Proprio per questo il tempo diventa il primo nemico: più resta in attesa, più rischia di spegnersi anche la rete di competenze costruita attorno a quel perno industriale.

29 manifestazioni d’interesse: tante proposte, ma la città vuole tempi certi

Sul tavolo del ministero risultano 29 manifestazioni di interesse per 48 progetti. La valutazione è in corso tramite Invitalia e, nelle parole riportate, ogni proposta verrà giudicata in base a impatto, solidità dell’investimento nel lungo periodo, piano industriale e ricadute sull’occupazione. È la parte che interessa di più fuori dai palazzi: non il numero delle carte, ma la selezione, le scadenze, l’avvio dei lavori. Perché a Civitavecchia l’attesa non è neutra, pesa come un macigno su aziende e lavoratori.

Angelilli ha annunciato un passaggio ravvicinato sul territorio: l’11 febbraio incontrerà i sindacati. È un segnale politico e pratico, perché il lavoro è la misura reale di ogni progetto. Se i fondi non diventano occupazione e filiere, restano un titolo sui giornali.

Porto, Zls e fabbriche: la città che può essere, se la regia funziona

Civitavecchia non è solo centrale. È porto, collegamenti, logistica, aziende manifatturiere che chiedono infrastrutture e certezze. La Zona logistica semplificata, richiamata nel quadro generale, può diventare un acceleratore se collegata a interventi concreti: aree attrezzate, servizi, procedure più rapide, formazione professionale mirata. In sostanza: un ecosistema che renda conveniente produrre e movimentare merci qui, non altrove.

Il tema è anche culturale: passare da un modello “monotematico” a uno più diversificato. Questo, però, richiede una guida capace di evitare sovrapposizioni e rimpalli: Governo, Regione, Comune, imprese, autorità portuale, sindacati. Il commissario nasce proprio per questo: far camminare insieme pezzi che spesso si muovono in tempi diversi.

Rocca e l’appello al Comune: collaborazione o muro contro muro?

Nella presentazione delle linee guida in Regione, al fianco di Angelilli c’era Francesco Rocca. È stato ribadito l’obiettivo di puntare su innovazione, sostenibilità e lavoro e, in parallelo, è arrivato un invito rivolto al sindaco Marco Piendibene: valutare l’adesione al Consorzio Industriale del Lazio per intercettare in modo più efficace i fondi disponibili. È il passaggio che misura i rapporti istituzionali: collaborazione piena, oppure una dialettica dura che rischia di rallentare tutto.