Atac, torna l’ipotesi del biglietto a 2 euro: confronto aperto tra Comune e Regione
Nel Piano Industriale 2025–2027 dell’azienda capitolina riemerge l’ipotesi di un aumento del BIT dal 2026
Torna al centro del dibattito il possibile aumento del biglietto del trasporto pubblico romano. Nel Piano Industriale 2025–2027 di Atac, approvato dalla Giunta capitolina, è infatti inserita l’ipotesi di portare il biglietto di corsa singola da 1,50 a 2 euro a partire dal 1° luglio 2026. Una misura che, pur non essendo ancora definitiva, ha già acceso il confronto tra Roma Capitale e Regione Lazio, chiamata a esprimersi sulle tariffe del sistema Metrebus.
Il Piano Industriale rappresenta lo strumento con cui Atac definisce obiettivi, strategie e sostenibilità economico-finanziaria nel medio periodo. All’interno del documento, l’azienda analizza i risultati conseguiti negli ultimi anni, mettendo in evidenza alcune criticità strutturali che continuano a incidere sulle prestazioni del servizio. In particolare, viene segnalato uno squilibrio costante tra la produzione di servizio richiesta dal contratto con Roma Capitale e quella effettivamente realizzata.
Secondo Atac, le difficoltà maggiori riguardano la rete metropolitana e il servizio di superficie. Sulle linee metro, la revisione generale in corso dei treni ha ridotto la disponibilità del materiale rotabile, limitando la possibilità di incrementare le frequenze. In superficie, invece, pesa la mancata estensione delle corsie preferenziali, che incide direttamente sulla cosiddetta velocità commerciale, ovvero la velocità media dei mezzi lungo il percorso, comprensiva delle fermate. Una velocità più bassa si traduce in meno corse effettuabili a parità di veicoli e personale.
A queste criticità operative si sommano quelle di natura economica. Atac evidenzia come, nonostante l’aumento dei ricavi registrato negli ultimi esercizi, le entrate non siano sufficienti a compensare l’incremento dei costi, in particolare quelli legati al rinnovo del contratto collettivo nazionale degli autisti. Da qui la necessità, indicata nel Piano, di individuare ulteriori leve per raggiungere l’equilibrio economico-finanziario.
In questo contesto si inserisce l’ipotesi di aumento del biglietto di corsa singola. L’azienda sottolinea che Roma rientra tra le grandi città italiane ed europee con il BIT più economico. Una situazione che, secondo Atac, produce un effetto specifico sul comportamento degli utenti occasionali e dei turisti, che tendono a privilegiare il biglietto singolo rispetto ai titoli giornalieri e plurigiornalieri pensati per chi visita la città. Un elemento che incide sulla composizione dei ricavi tariffari e sulla sostenibilità complessiva del sistema.
L’ipotesi di portare il BIT a 2 euro è stata inserita nel Piano Industriale come misura potenziale, ma la sua attuazione non dipende esclusivamente dal Comune di Roma. Le tariffe del sistema Metrebus, infatti, rientrano nelle competenze della Regione Lazio, che dovrà valutare se autorizzare o meno l’aumento.
Proprio dalla Regione è arrivata una presa di posizione netta. L’assessore regionale ai Trasporti, Fabrizio Ghera, ha espresso pubblicamente la propria contrarietà all’aumento del biglietto, sottolineando come, per il 2026, i trasferimenti del Fondo Nazionale Trasporti destinati a Roma Capitale ammontino a circa 260 milioni di euro, con un incremento rispetto agli anni precedenti. Il Fondo Nazionale Trasporti è lo strumento attraverso cui lo Stato finanzia il trasporto pubblico locale, ripartendo le risorse tra le Regioni.
Secondo l’assessore, considerando anche gli aumenti dei titoli giornalieri e settimanali già autorizzati nel 2024, le risorse complessivamente a disposizione del Comune sarebbero sufficienti a coprire le esigenze del contratto di servizio con Atac, senza ricorrere a un aumento del biglietto singolo. Ghera ha inoltre ribadito la necessità di tutelare le fasce più deboli della popolazione e ha rilanciato l’ipotesi di un sistema tariffario differenziato tra residenti e turisti, tema già emerso più volte nel dibattito pubblico ma mai concretamente attuato.
Nel frattempo, il tema dell’aumento del biglietto continua a suscitare attenzione anche tra gli utenti. Come Odissea Quotidiana abbiamo avviato un sondaggio online per raccogliere opinioni e percezioni sul possibile rincaro , a conferma di come la questione tariffaria resti uno degli aspetti più sensibili del trasporto pubblico romano.
La partita, dunque, resta aperta. L’ipotesi dell’aumento a 2 euro è sul tavolo, ma il confronto istituzionale tra Comune e Regione sarà decisivo per stabilire se e come intervenire sul sistema tariffario nei prossimi anni.
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