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Termovalorizzatore di Roma, via libera all’iter: ordinanza firmata, ok a PAUR, VIA e AIA

Ordinanza firmata sul termovalorizzatore di Roma: chiusa la conferenza dei servizi, rilasciati PAUR, VIA e AIA. Scattano 11 condizioni e 97 prescrizioni

Termovalorizzatore

Termovalorizzatore

Roma aggiunge un tassello decisivo all’iter del termovalorizzatore: il commissario straordinario di governo e sindaco Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza che certifica la chiusura, con esito positivo, della conferenza dei servizi sul progetto. Nello stesso atto sono stati rilasciati il Provvedimento autorizzatorio unico regionale/commissariale (PAUR), la Valutazione di impatto ambientale (VIA) e l’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), passaggi chiave per trasformare un progetto in un’opera cantierabile. «Oggi compiamo un passo decisivo verso la realizzazione del Termovalorizzatore, che darà finalmente a Roma la possibilità di gestire in autonomia i suoi rifiuti», ha dichiarato Gualtieri.

Termovalorizzatore di Roma: cosa certifica la conferenza dei servizi chiusa con esito positivo

La conferenza dei servizi è il punto di snodo in cui le amministrazioni competenti esprimono valutazioni, osservazioni e prescrizioni, coordinando il percorso autorizzativo. La chiusura positiva, ora formalizzata dall’ordinanza, indica che l’istruttoria ha prodotto un quadro di condizioni ritenute sufficienti per procedere, con obblighi puntuali che accompagneranno le fasi successive.

Per Romait, il dato politico è evidente: il Campidoglio prova a mettere in sicurezza un dossier che da anni divide la città, mentre sullo sfondo restano le criticità croniche del ciclo dei rifiuti, dai costi del trattamento esterno alle difficoltà di gestione nei picchi di conferimento. L’amministrazione insiste sulla parola “autonomia” come obiettivo operativo, oltre che come messaggio ai cittadini: meno dipendenza da soluzioni fuori territorio e maggiore continuità del servizio.

PAUR, VIA e AIA: il pacchetto di autorizzazioni che sblocca l’iter del termovalorizzatore

Il cuore dell’atto firmato da Gualtieri è l’insieme delle autorizzazioni ambientali. Il PAUR serve a ricondurre in un procedimento unico i diversi titoli necessari, riducendo frammentazioni e passaggi ripetuti. La VIA riguarda gli impatti dell’opera sull’ambiente e sul territorio, mentre l’AIA fissa i requisiti che l’impianto dovrà rispettare in esercizio, con regole su gestione, controlli, monitoraggi e performance.

In concreto, questa fase sposta l’attenzione dai “sì” formali ai dettagli tecnici: come verranno applicate le misure, quali verifiche saranno messe in campo e con quali responsabilità. Il Campidoglio sottolinea che l’esecuzione dell’impianto sarà oggetto di riscontro da parte degli enti coinvolti per competenza, chiamati a controllare che ogni vincolo venga tradotto in scelte progettuali e operative.

11 condizioni ambientali e 97 prescrizioni: i vincoli sul termovalorizzatore di Roma

Il lavoro istruttorio, spiegano dal Campidoglio, si è concluso con l’introduzione di 11 condizioni ambientali e 97 prescrizioni, un pacchetto che punta a irrobustire le garanzie. Non è un dettaglio accessorio: è la cornice dentro cui il progetto dovrà muoversi, con indicazioni che entrano nel merito di progettazione, realizzazione e gestione.

Una parte delle prescrizioni dovrà essere recepita nella progettazione esecutiva, che il proponente dovrà completare entro i prossimi 30 giorni. Altre indicazioni, invece, sono destinate alla fase di esercizio dell’impianto, cioè alla vita quotidiana della struttura: procedure, standard di funzionamento, obblighi di controllo e misure di verifica. È il passaggio che, sul piano pratico, può incidere sulla percezione dei cittadini: più che la parola “termovalorizzatore”, contano le condizioni con cui sarà costruito e gestito.

Roma e rifiuti: motivazioni e conseguenze del via libera al termovalorizzatore

Il Campidoglio lega l’opera a una prospettiva di stabilità del sistema: ridurre conferimenti fuori area, tagliare i trasporti, contenere costi e rendere più prevedibile il ciclo del residuo. È un discorso che intercetta una sensibilità diffusa in città, stanca di emergenze e di soluzioni tampone.

Dall’altra parte, restano le obiezioni di chi contesta l’impianto, chiedendo una strategia più centrata su riduzione dei rifiuti, aumento del riciclo e potenziamento della filiera della raccolta differenziata. Il confronto continua anche sul terreno della trasparenza: documenti, controlli, comunicazione dei dati e ruolo degli enti di vigilanza diventeranno argomenti centrali, soprattutto ora che l’iter entra nella fase esecutiva.

I prossimi passaggi: progettazione esecutiva e controlli degli enti competenti

Le prossime settimane saranno decisive sul piano tecnico. Se il proponente dovrà chiudere la progettazione esecutiva entro 30 giorni, sarà fondamentale capire quali prescrizioni verranno recepite subito e quali resteranno legate alla futura gestione. Parallelamente, gli enti chiamati a vigilare dovranno predisporre il perimetro dei controlli e delle verifiche.