15 Luglio 2021

Pubblicato il

Zerocalcare continua ad appassionare il suo pubblico trasversale

di Redazione

Il vero nome che si cela dietro a “Zerocalcare” è Michele Rech, ossia l’autore di romanzi a fumetti più amato e venduto del momento

Il vero nome che si cela dietro a “Zerocalcare” è Michele Rech, ossia l’autore di romanzi a fumetti più amato e venduto del momento. Il segreto del trentatreenne romano che riesce ad appassionare i lettori di tutte le fasce d’età, anche quelli che prima i fumetti non li avevano mai letti, forse risiede nell’essere riuscito a raccontare con estrema sincerità, lo stile di vita di una generazione cresciuta nei centri sociali e nell’underground romano, che mai era stato tradotto in fumetto.

Durante la creazione delle sue storie, l’elemento imprescindibile per attraversare il ponte tra la storia reale e quella rielaborata a fumetto è la sincerità non tanto negli eventi quanto nelle emozioni, nel restituire quella sfera di sentimenti, pensieri, paranoie, fragilità, debolezze, meschinità, in cui la gente si riconosce.

Il risultato di questa autenticità nei suoi lavori spesso è spiazzante se si pensa alla difficoltà di lavorare con vicende personali e con le proprie emozioni, decidendo di non elaborarle artificiosamente a tavolino.

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La grammatica del fumetto, unendo la scrittura al disegno, richiede al fruitore un tipo di coinvolgimento a se stante dalle altre forme d’arte. Il modo in cui l’immaginazione viene provocata è unico poiché la battuta di ogni personaggio viene tradotta nella testa con la nostra voce e lo spazio bianco che separa una vignetta dall’altra viene riempito ognuno a modo suo a seconda del punto di vista e della sensibilità.

Nei romanzi a fumetti di Zerocalcare la fantasia sconfinata sembra però pur sempre sorretta da una precisa coscienza e visione etica del mondo, che spesso risveglia più o meno indirettamente la tensione al rispetto, alla solidarietà, alla partecipazione.

Il segreto del pubblico trasversale che lo circonda è anche dovuto alla varietà di temi che affronta, dai più leggeri legati al quotidiano a vere e proprie pillole di saggezza che coinvolgono i principi in cui crede.

Zerocalcare raggiunge il primo successo nel 2011 con l’esordio de “La profezia dell’armadillo”, libro che ha vinto il premio Gran Guinigi nel 2012, nella categoria "miglior storia breve"; in cui compare uno dei personaggi più amati dai fan: l’armadillo, un personaggio immaginario che incarna le sue paure e le sue insicurezze. Fino all’ultimo suo lavoro intitolato “Kobane Calling”, un diario, o meglio una testimonianza a fumetti, del suo viaggio al confine turco-siriano.

Così con Zerocalcare se da una parte abbiamo una creatività divertente e disimpegnata, sapientemente digiuna da ricerche concettuali che si prendono troppo sul serio, dall’altra abbiamo quella rara coincidenza tra morale e leggerezza.

 
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