14 Aprile 2021

Pubblicato il

‘Vocabolaria: per parlare al femminile senza stereotipi’

di Redazione

Iniziativa sostenuta e finanziata dalla Regione Lazio, è stata presentata questa mattina al liceo Mamiani di Roma

Si chiama ‘Vocabolaria: Per parlare al femminile senza stereotipi’, ed è un’iniziativa dell’associazione Piano F contro quello che viene definito ‘sessismo linguistico’. L’iniziativa è stata presentata questa mattina presso il liceo Terenzio Mamiani di Roma. Nei prossimi giorni proseguiranno altri incontri, tra cui quello dell’11 marzo presso la Biblioteca Europea di Roma, con le autrici Cristina Biasini, Carlotta Cerquetti, Giorgia Serughetti  si confronteranno con Cecilia D'Elia, consulente della Regione per la tutela dei diritti di genere, Anita Raja, direttrice della Biblioteca Europea, Francesca Caferri, giornalista de La Repubblica, Gioacchino De Chirico del Consiglio di Amministrazione delle Biblioteche di Roma, e con letture dell'attrice Francesca Romana Miceli Picardi.  

‘Vocabolaria’ è sostenuto anche dalla Regione Lazio: “Un'iniziativa per contribuire a superare il sessismo linguistico e contrastare  ogni forma di discriminazione sociale e cancellazione culturale delle donne”, si legge in una nota della Regione Lazio. ‘Vocabolaria’ – si legge ancora – è un “progetto dell'Associazione Piano F per affrontare in 14 schede i dubbi e i problemi più comuni che nascono quando si tratta di ‘dire la differenza’, cioè di parlare di donne e uomini con chiarezza e senza stereotipi, usando semplicemente le regole di funzionamento della lingua italiana”. Per fare degli esempi: “il ministro, la ministra o la ministro? Il giudice donna, la giudicessa o la giudice?”.

Il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio questa mattina ha preso parte all’incontro al liceo Mamiani di Roma. “Si tratta di una iniziativa che come Regione Lazio abbiamo deciso di sostenere perché riteniamo utile avviare nelle scuole percorsi di valorizzazione delle differenze con l’impegno a decostruire gli stereotipi legati al genere”, dice Smeriglio. “Partire dalla parola, dalle parole, che non sono mai neutre ma hanno significati e declinazioni precise, ci sembra un primo step per le ragazze e i ragazzi che saranno coinvolte e coinvolti nel progetto”. 

 
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