22 Ottobre 2021

Pubblicato il

Usi: Analisi sintetica priorità nuovo Contratto Dipendenti Roma Capitale

di Fabio Vergovich
"Una cosa è certa: con questo CCID si è eliminato quel contratto vergonoso del 2015, 'Contratto Unilaterale', che tanti danni e penalizzazioni ha prodotto"
Il nuovo contratto decentrato del personale (CCDI) di Roma Capitale e delle sue Istituzioni, tratta quasi esclusivamente del salario accessorio (art. 2) ed entrerà in vigore dal 1° luglio 2017 (art. 3), rinviando a future trattative questioni non secondarie. Le modifiche su malattia e permessi retribuiti saranno invece stabilite dal nuovo contratto nazionale (CCNL) del pubblico impiego. Le relazioni e i diritti sindacali saranno definiti prossimamente in un protocollo da allegare al CCDI.
 
I punti positivi più importanti sono:
 
1. Incremento del fondo del salario accessorio 2017 di quasi 6 mln – da 157.122.648 a 162.828.010 – utilizzando risparmi di gestione (allegato 1).
 
2. Dopo 7 anni di blocco, progressioni economiche orizzontali per tutto il personale avente diritto – circa 15.000 dipendenti – ovvero coloro che abbiano almeno due anni di anzianità nel livello economico al 31.12.2016 e non siano apicali nella categoria. La graduatoria sarà unica, ma le decorrenze delle progressioni saranno due: 01.10.2017 per il primo 70% di personale e 01/02/2018 per il restante 30% (artt. 10-13).
 
3. L'indennità annua lorda per incarichi di specifica responsabilità della cat. D è stata unificata a € 2.500, cancellando il livello di € 2.000. Per la cat. C, l'indennità è di € 1.300 – ma limitatamente al settore demografico (area tecnico-amministrativa) e a 2.000 dipendenti dell'area educativa-scolastica; per l'area polizia locale, l'indennità è di € 800 (art. 17).  
 
4. L'indennità di disagio operativo – per il personale esposto in modo costante e rilevante a un effettivo disagio – è riconosciuta a dipendenti di vari profili professionali di cat. C (la cat. D è esclusa) delle tre aree: varia da un minimo di € 1 a un massimo di € 5 giornalieri lordi (art. 23).
 
5. La valutazione per gli incentivi di produttività cambia notevolmente: la produttività di struttura deve conseguire obiettivi a cui contribuiscono la generalità dei dipendenti e ad essa spetta quindi il 90% del fondo assegnato (erogata in quote mensili), mentre per la valutazione della produttività individuale resta il 10% del fondo (erogata a consuntivo). Quanto alla quota minima di presenza (60% dei giorni lavorabili), viene finalmente eliminata la discriminazione subita dalle/dai dipendenti con disabilità e gravi patologie, non conteggiando le assenze a queste correlate, né i permessi ex L. 104/1992 (artt. 24-29). 
 
6. Viene incentivato il telelavoro, sul quale sarà emanato un apposito regolamento (art. 31).
 
 
I punti negativi principali sono:
 
7.  Le posizioni organizzative (P.O.) non sono state eliminate e nemmeno ridotte: restano quasi invariate nel numero totale (piccola diminuzione nell'area educativa-scolastica) e invariate nel costo, al livello massimo consentito dal CCNL; essendo pagate col salario accessorio, ciò implica una notevole riduzione del fondo disponibile per la stragrande maggioranza del personale. L'Amministrazione è stata irremovibile nel voler continuare a garantire questo forte supporto al lavoro dei dirigenti, piuttosto che un miglioramento effettivo del servizio pubblico per l'utenza; e a perpetuare una gerarchizzazione del personale di cat. D, a cui dovrebbe invece essere riconosciuto uno o eventualmente due livelli più elevati dell'indennità attuale per gli incarichi di responsabilità assegnati dai dirigenti (artt. 14-16).
 
8. Alla formazione del personale è stato dedicato un solo, breve articolo, con il quale si istituisce un Scuola centralizzata. Si tratta di una dichiarazione di intenti in teoria condivisibile, ma in pratica mancante dei criteri organizzativi e, soprattutto, della certezza di un fondo che renda possibile l'attivazione continuativa dei molti corsi necessari a migliorare la professionalità delle/dei dipendenti e la qualità dei servizi erogati. L'Amministrazione non ha voluto inserire una quota percentuale sulla spesa totale (stipendio base e contributi di legge compresi) per il personale, ovvero sul bilancio di Roma Capitale, che nel contratto del 2005 era pari all'1% nel biennio.
 
9. Non sono stati nemmeno menzionati temi quali il regolamento sull'orario di lavoro, l'incremento del valore sul buono pasto, la mobilità interna alle categorie.  Così, in un comunicato, Giorgio Salerno e Fancesco Sordi ( Rsu – Usi )
 
 
 
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