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23 Settembre 2020

Pubblicato il

Ama senza bussola

Uil: Caos in Ama, 50% dipendenti non sa più cosa deve fare e a chi deve rispondere

di Redazione

"Migliaia di lavoratori e lavoratrici Ama trattati come burattini sempre più indeboliti strategicamente"

uil caos in ama
Dipendente Ama in servizio

L’Ama è l’ azienda Municipalizzata che opera nel settore dei servizi ambientali per conto di Roma Capitale. Secondo la Confederazione Sindacale italiana Uil (Unione italiana del lavoro), vi sarebbe caos nei lavoratori Ama. Alcuni organi di stampa riportano un rialzo di assenze per ferie, permessi e malattie. Addirittura un dipendente su quattro mancherebbe dal posto di lavoro.  

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“Ormai va di moda la costante pratica dello scaricabarile, le giustificazioni continue, i rimpalli di responsabilità, tutto degno del più grande teatro itinerante di commedianti”. Così in una nota il coordinatore regionale della Uiltrasporti Lazio, Alessandro Bonfigli, in merito alla situazione a Roma dell’Ama, l’azienda dei rifiuti.

Mai vista una storia del genere – continua – dove il non decidere da una parte è diventata la decisione e il dividere dall’altra è ormai prassi abitudinaria.

Uil: caos in Ama, migliaia lavoratori confusi

In mezzo, trattati come burattini e macelleria sociale, restano migliaia di lavoratori e lavoratrici di Ama sempre più indeboliti strategicamente, e confusi professionalmente. Su poco più di 5.000 lavoratori rimasti idonei a tutti i servizi, almeno il 50% non sa più cosa deve fare, come deve farlo e a chi deve rispondere se ai cittadini oppure ai poteri di condizionamento.

Abbiamo lavoratori che sono ormai allo stremo delle loro forze e che nonostante tutto, piuttosto che essere ringraziati e supportati, vengono sempre più etichettati come fannulloni, basta- tuona forte Bonfigli- noi non ci stiamo a vedere consumarsi questo scempio sotto i nostri occhi.

Un piano assunzionale promesso e ancora non confermato; un piano economico tariffario presentato da Ama e ancora non deliberato, in via straordinaria, prima del 31 luglio dal Campidoglio; un progetto di mutuo soccorso condiviso con Roma Capitale ed Ama per continuare a dare continuità lavorative ai lavoratori del più grande appalto beffa da 150 milioni di euro, così sembrerebbe, sulle und e su cui ancora non si è fatto nulla di concreto.

Un documento di approvazione sullo stato patrimoniale di Ama necessario alla sua sopravvivenza e ancora regna il silenzio assordente di Roma Capitale; un iter dei bilanci aziendali di cui nemmeno ne conosciamo più lo stato di avanzamento; un piano industriale di cui non ne abbiamo mai visionato nemmeno la bozza per le dovute consultazioni”.

 “È tempo – dichiara il sindacalista – di scrivere la parola fine a tanti dubbi e tante difficoltà che rallentano la marcia della più grande azienda dei rifiuti di Roma.

Più leggiamo dichiarazioni e più non capiamo il lessico di alcune fonti ufficiali che a volte tendono la mano svuotando la piazza e a volte mostrano il pugno minacciando il riempimento della stessa piazza come se tutto di colpo cambiasse a seconda dell’obiettivo che conta di più, davvero tutto molto imbarazzante e confuso.

Comunità di oltre 5000 lavoratori rischia di essere polverizzata

Resta il fatto che la piazza non è un parcheggio di lavoratori e lavoratrici ma uno strumento di identità per chi è senza tutele e senza diritti. Uno strumento per chi rischia di perderli tutti perché tolti o negati. Diritti che difenderemo con la proposta sui tavoli di confronto e con la lotta senza intermittenze nella piazza.

La lotta nelle sedi deputate fino alla fine senza alzarci dai tavoli ne un attimo prima ne sederci ad orari un attimo dopo”, continua il sindacalista Uilt.

“Martedì, saremo nuovamente ad ascoltare lo stesso copione imparato a memoria ma sarà nostra cura far capire che è tempo di azione a tutela di tutti. Una comunità di oltre 5000 lavoratori che sta rischiando di essere polverizzata altro che mutuo soccorso , siamo al codice rosso a pochi passi dai campi Elisei”.

Uil: Caos regna in Ama, si naviga senza bussola

“Ama non può continuare a navigare senza bussola e senza equipaggio per lo più non protetta da adeguate ed idonee coperture economiche- aggiunge Bonfigli- un’azienda sana può affrontare qualsiasi sfida al contrario e’ destinata ad arrendersi e gettare la spugna.

Come in molte altre situazioni di vertenzialità qualcuno ha sfruttato e sta sfruttando l’emergenza Coronavirus ed emerge chiara la volontà di non voler sbloccare la situazione di stallo di Ama e conseguentemente fare cassa sulla pelle dei lavoratori tutti, und incluse.

Per prevenire questo scempio abbiamo da tempo formalizzato e proposto in tutti gli incontri tenuti tante soluzioni, su tutte il rapido avvio dell’istituto del mutuo soccorso in attesa del piano assunzionale con corsia preferenziale per il personale con esperienza maturata nelle aziende che hanno lavorato per l’amministrazione capitolina nel segmento rifiuti.

Ma ad oggi ognuno per la sua parte di responsabilità non si è riusciti nemmeno a portare a casa un tavolo di confronto unitario ai vari livelli di trattazione per l’analisi delle cause che impediscono il prolungamento dell’appalto und fino ad esaurimento fondi e l’avvio delle procedure per predisporre il piano assunzionale”.

“Proponiamo ancora- conclude il sindacalista- di ristabilire un principio saldo di responsabilità sociale, che va reso pratica quotidiana per evitare che altre migliaia di lavoratori in futuro subiscano lo stesso trattamento.

E affinché il Ccnl di categoria sia l’unico strumento di riferimento in ogni suo articolato. Non ci fermeremo ne sulla linea tracciata ne su gli obiettivi prefissati, quali crescita, competitività e occupazione, staremo al fianco”. (Red/ Dire) 

 
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