17 Settembre 2021

Pubblicato il

Turchia. Ciaccheri, dibattito e incontro con Faysal Sariyldiz

di Redazione
Alle ore 18.30 al CSOA La Strada in via Passino 24 a Garbatella incontro pubblico dal titolo "Dove va la Turchia? La sfida curda tra Erdogan e Stato islamico"

"Oltre 1000 civili, curdi, cittadini turchi, sono stati uccisi da quando, dopo le elezioni del giugno 2015, è stato proclamato lo stato di emergenza nelle municipalità curde, Faysal Sariyildiz, attualmente deputato per il Partito Democratico dei Popoli (HDP) del distretto di Sirnak dall'inizio dei coprifuofo a Cizre – Sirnak è rimasto in zona con i civili e ha vissuto in prima persona tutta la crudeltà di cui è stato oggetto il suo popolo.

Durante il coprifuoco imposto dalle autorità turche per 79 giorni, tra la metà di marzo e quest'anno, più di cento civili sono stati bruciati vivi a Cizre, città sud – orientale della Turchia. Una strage perpretata dalle forze armate governative e denunciata anche dal segretario dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diriti umani (Ohchr), Zeid Raad al – Hussein.

Cizre è oggi una città distrutta e migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Come tanti altri esponenti curdi, l'impegno di Faysal è stato punito con l'arresto e la detenzione in carcere. Il 17 giugno 2009, con l'accusa di far parte di una organizzazione terroristica, è stato arrestato e portato nel carcere di massima sicurezza di Mardin dove è rimasto fino al 4 gennaio 2014.

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Di questo parliamo stasera, sabato 21 maggio, alle ore 18.30 al CSOA La Strada in via Passino 24 a Garbatella nell'ambito dell'incontro pubblico dal titolo "Dove va la Turchia? La sfida curda tra Erdogan e Stato islamico", a cui partecipano Faysal Sariyldiz, deputato HDP alla grande assemblea di Turchia per il distretto di Cizre e Alberto Negri, editorialista de il Sole 24ore". Lo dichiara Amedeo Ciaccheri, portavoce del CSOA La Strada e candidato capolista al Municipio VIII per Sinistra per Catarci.

"In questi giorni, – spiega Amedeo Ciaccheri – mentre il governo turco ha ribadito che nessuna riforma della legge sul terrorismo richiesta dall'Unione europea verrà fatta, il Parlamento turco è impegnato per votare un emendamento costituzionale presentato dal Partito Giustizia e Sviluppo (AKP), al potere, che mira a rimuovere l'immunità parlamentare dei deputati di cui la magistratura chieda il rinvio a giudizio (su 59 deputati dell'HDP, 46 hanno una richiesta pendente).

Seppur la norma scritta riguarderebbe diversi membri del parlamento esponenti di diversi partiti, la legge sembra essere stata scritta appositamente per punire e ridurre al silenzio i deputati dell'Hdp, che rischiano quindi l'arresto con accuse di sostegno al terrorismo.

L'obiettivo dichiarato di Erdogan, che ha appena licenziato il premier Davutoglu, giudicato "troppo morbido" è conquistare i voti dei due terzi dei componenti del Parlamento turco che gli permetterebbe una modifica della Costituzione senza dover indire un referendum, per dare una svolta al regime nella direzione del "sultanato". Quindi togliere l'immunità ai deputati dell'Hdp signifivherebbe non solo escluderli dal Parlamento ma, grazie all'approvazione della legge, spianare la strada verso la conquista dei due terzi dei parlamentari: un vero e proprio golpe", conclude.

 
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