18 Settembre 2021

Pubblicato il

Truffa sulla riscossione sulla tassa dei rifiuti, 3 arresti

di Redazione
Circa 90 le vittime finora accertate dai carabinieri Velletri, circa €215.000 euro sottratte allo Stato

Smascherata, dai Carabinieri di Velletri, una truffa ai danni dello Stato che ha portato all’arresto di tre persone – di 50, 53 e 54 anni – ritenute responsabili di truffa pluriaggravata e continuata ai danni dello Stato, appropriazione indebita ed esercizio abusivo di una professione. Gli accusati, tramite la società di recupero crediti – con sede a Pomezia – per cui lavoravano, trattenevano indebitamente i proventi della tassa sui rifiuti. Sono circa 90 le vittime già accertate, tra aziende e privati, ma gli inquirenti pensano che il numero sia destinato ancora a salire.

Le indagini, coordinate dalla procura di Velletri e condotte dai carabinieri della stazione di Ariccia tra il maggio 2014 e giugno 2015, si sono concentrate sui tre – il legale rappresentante, un dipendente incaricato alla riscossione e un sedicente avvocato responsabile legale, accusato anche di esercizio abusivo della professione – per i quali è scattato anche il sequestro dei beni.

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La società di Pomezia aveva ricevuto l'appalto per il recupero dei crediti, da parte degli utenti responsabili del mancato pagamento della tariffa di igiene ambientale o Tia, oggi Tares, .dalla società Ambi.en.te. Spa, a totale capitale pubblico ed incaricata del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti per vari comuni della provincia di Roma e Frosinone. Secondo i Carabinieri, la società di riscossione ha indebitamente trattenuto somme in contanti equivalenti a 215.000 euro circa, non versate alla Ambi.en.te. spa, ricevute direttamente dagli utenti, truffando così circa 90 tra privati cittadini e aziende, quasi tutti nei comuni di Ariccia e Ciampino.

Le vittime sono state individuate dai carabinieri ed hanno presentato denuncia ma, per alcune di esse, è stata anche attivata la procedura civile di recupero del credito tramite decreto ingiuntivo, con un doppio danno per i cittadini truffati. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati i locali della società ed è stata recuperata documentazione probatoria.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri ha disposto la misura degli arresti domiciliari a carico dei tre e un sequestro preventivo dei beni mobili ed immobili degli indagati fino al raggiungimento della somma di 215.000 euro. Sequestrati 17 conti correnti, 9 veicoli e 5 immobili e quote societarie in possesso degli indagati.

 
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