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Tpl Scarl, continua la lotta contro i contratti di solidarietà

Da USB arriva un esposto alla Direzione Territoriale del Lavoro. La denuncia: “Contratti di solidarietà irregolari”

Continua la battaglia contro i contratti di solidarietà firmati dall’azienda Roma TPL e Consorziate e i sindacati concertativi Cigl, Cis, Uil e Faisa Cisal il 22 luglio scorso. A condurre la battaglia, i lavoratori della TPL il sindacato USB. Proprio i rappresentanti di quest’ultimo sostengono che il contratto di solidarietà “è palesemente irregolare e pertanto USB lo ha denunciato con un esposto alla Direzione Territoriale del Lavoro e si appresta a denunciarlo alla Procura della Repubblica”.

“I contratti di solidarietà sono accordi, stipulati tra Regione, aziende e le rappresentanze sindacali, aventi ad oggetto la diminuzione dell’orario di lavoro al fine di mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale e quindi evitare la riduzione del personale. Così recita la legge” – spiegano da USB, e aggiungono – “Ma nell’accordo con Roma TPL e Consorziate compare una lista di lavoratori assolutamente fuori dalle regole: molti non sono regolamentati dal CCNL degli autoferrotranvieri ma da altre contrattazioni (noleggio da rimessa, officina, carrozzeria, pulizia dei mezzi). Nella lista figurano addirittura soggetti che rappresentano la proprietà dell’azienda”.

Secondo USB, “questa lista ‘fantasiosa’ è stata fornita dall’azienda con l’avallo complice dei sindacati concertativi per consentire l’applicazione di un Contratto di Solidarietà che non ha ragion d’essere: gli autisti hanno sempre svolto turni che vanno sempre oltre l’orario normale di lavoro (straordinario, doppi e tripli turni)”.

Pertanto, USB ha informato “tutte le istituzioni competenti perché svolgano una operazione di verifica e controllo: nessuno potrà dire ‘non lo sapevamo’. Le logiche di guadagno delle aziende non possono ricadere sui lavoratori ed essere pagate da chi già fatica ad arrivare alla fine del mese. I lavoratori sono in già difficoltà per gli estenuanti e ingiustificati ritardi nei pagamenti degli stipendi” – continuano dal sindacato.

Infatti, in un documento – un esposto al DTL, Direzione Territoriale del Lavoro –  USB mette nero su bianco quanto finora esposto: “La scrivente O.S., da una verifica effettuata sul verbale siglato il 22/07/2014 dalle OO.SS. CGIL, CISL, UIL e FAISA CISAL, alla presenza dei rappresentanti ANAV e dell’azienda Trotta Bus Services Spa (…), a seguito della richiesta di applicazione di un contratto di solidarietà richiesto da quest’ultima azienda, ha riscontrato una serie di anomalie e incongruenze” – si legge. Tra queste, anche “l’esclusione della nostra sigla sindacale (USB, ndr) dalle procedure previste dalla L. 223/91 (…)”, che si rende ancora più grave dal momento che tra USB e Trotta Bus Services “intercorrono da tempo normali relazioni industriali con conseguente sottoscrizione di alcuni verbali”.

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