22 Aprile 2021

Pubblicato il

Tennis, è Stefanos Tsitsipas il Maestro 2019 dopo un Master spettacolare

di Mirko Ciminiello

Il 21enne greco sconfigge Thiem. Peccato che i media nostrani se lo siano perso per eccesso di campanilismo

A Londra è calato il sipario sulle ATP Finals 2019, il torneo tennistico più importante dell’anno dopo le quattro prove del Grande Slam. Se in Italia la notizia è per lo più arrivata alle orecchie dei soli appassionati è perché i media nostrani, come accade fin troppo spesso, hanno pensato bene di spegnere i riflettori anticipatamente, in coincidenza con la (fin troppo prevedibile) eliminazione di un comunque straordinario Matteo Berrettini.

Peccato, perché si sono persi – e hanno fatto perdere ai potenziali spettatori – un’edizione davvero spettacolare del Masters, che potrebbe segnare l’inizio di quel cambiamento generazionale di cui si parla tanto, spesso con timore, ormai da anni. Vero è che si tratta di un evento molto particolare, non foss’altro perché arriva a fine stagione, quando i tradizionali Grandi, di norma meno supportati dalla condizione fisica, tendono un po’ a tirare i remi in barca. Non a caso, questo è praticamente l’unico torneo importante che Rafa Nadal non ha mai vinto.

In questa edizione l’iberico è tornato a vincere un match dopo quattro anni di digiuno, senza però riuscire ad accedere alle semifinali a causa del quoziente set, dopo aver chiuso il round robin con lo stesso record (due vittorie e una sconfitta) del futuro vincitore Stefanos Tsitsipas, debuttante assoluto alle Finals, e del campione uscente Alexander Zverev. Stessa sorte è capitata, nell’altro girone, a Novak Djokovic che, dopo aver liquidato il nostro Berrettini e aver sbattuto su Dominic Thiem, ha capitolato anche di fronte a Roger Federer in quella che era una gara da dentro o fuori, avendo l’elvetico ugualmente sconfitto l’azzurro e perso contro la quinta testa di serie.

King Roger ha poi pagato dazio contro il greco, mentre l’austriaco eliminava senza troppi patemi il tedesco di origini russe in una sorta di derby mitteleuropeo. Bellissimo infine l’atto conclusivo tra due specialisti del rovescio a una mano (una goduria per i puristi), che ha visto il 21enne ateniese, vincitore delle Next Gen Finals 2018, prevalere sul 26enne di Wiener Neustadt 6-7 (6) 6-2 7-6 (4).

Quest’ultima parte, come detto, è stata pressoché ignorata dai nostri mezzi di comunicazione, il cui campanilistico interesse è scemato con il termine della prima fase del Masters: che peraltro ha visto Berrettini prendersi lo scalpo del futuro finalista (comunque già sicuro del primo posto nel girone), in quella che è stata la prima, storica vittoria di un italiano alle ATP Finals – nessun successo, infatti, era stato conseguito da Adriano Panatta, nel 1975, né da Corrado Barazzutti, nel 1978.

«Sto già pensando alla preparazione in vista del prossimo anno, voglio sentirmi più forte» ha dichiarato il 23enne romano dopo il suo ultimo match, confermando di considerare questo importante traguardo un punto di partenza. «Voglio arrivare ancora qui ed essere ancora più competitivo».

La speranza è che le sue orme possano ben presto essere seguite da altri giovani. A partire da Jannik Sinner che, dopo aver trionfato nell’equivalente under 21 del Masters, ha dominato anche il torneo di casa, il Challenger di Ortisei, innalzandosi al numero 78 al mondo, suo best ranking, dopo aver guadagnato quasi 500 posizioni in una sola annata.

Il prossimo banco di prova, per la linea verde del tennis mondiale, saranno gli Australian Open nel prossimo gennaio. La speranza è che, tra i Maestri di questo sport, possano fare capolino, sempre più prepotentemente, anche alcuni dei nostri alfieri.

Così, forse, neppure gli organi di informazione locali potranno far finta di niente. Perché il futuro potrebbe essere già ora. E sarebbe bello che ci fosse qualcuno a cantarlo.

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