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Teatro dell’Opera di Roma va in scena “Il Trittico di G. Puccini”

“I tre atti unici di Puccini, dichiara il regista, trattano rispettivamente un omicidio, un suicidio e una vicenda comica ma molto ‘nera’”

Un nuovo allestimento de Il Trittico di Giacomo Puccini andrà in scena domenica 17 aprile ore 19.30, in diretta su Radio3, nello stesso teatro in cui ebbe luogo la “prima” europea nel gennaio 1919. Sul podio, alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma, il maestro Daniele Rustioni.Firma la regia dei tre atti unici, Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, Damiano Michieletto. Il giovane regista, appena insignito del più importante riconoscimento teatrale inglese, il Laurence Olivier Award, è al suo debutto al Teatro Costanzi.

Delle capacità innovative, ma anche delle polemiche che sa suscitare il regista Michieletto, sono ricche le cronache teatrali e anche questa sua rilettura non mancherà di suscitare molto interesse, come già avvenuto nei precedenti allestimenti di Copenaghen e Vienna.

I tre atti unici di Puccini, dichiara il regista, trattano rispettivamente un omicidio, un suicidio e una vicenda comica ma molto “nera”, incentrata sulla morte. Ho cercato di indagarne il lato più notturno e cupo, per far risaltare la violenza e il cinismo dell’animo umano. Nel Tabarro, ambientato in un porto industriale, viene messo in scena un mondo di sofferenti, di schiavi oppressi dal lavoro, che cercano una forma di libertà attraverso la realizzazione delle loro pulsioni sessuali. Suor Angelica è invece prigioniera in un luogo di penitenza, un carcere: non ha scelto lei la sua condizione, ma è detenuta per scontare una pena, un peccato che ha commesso. Gianni Schicchi invece è la rappresentazione di una lotta tra i vari personaggi per accaparrarsi l’eredità di un morto che ha degli aspetti comici, ma è anche ferocissima: tutti cercano di ingannare gli altri, e nessuno risparmia colpi bassi”.

Nel ruolo di Michele e in quello di Gianni Schicchi si alterneranno Roberto Frontali e Kiril Manolov (20, 22, 24 aprile), in quello di Giorgetta Patricia Racette, al suo debutto all’Opera di Roma, e Asmik Grigorian (20, 22, 24 aprile), il soprano lituano che torna invece a Roma dopo il successo dello scorso anno alle Terme di Caracalla. Nei panni di Luigi ci saranno Maxim Aksenov e Antonello Palombi (20, 22, 24 aprile); in quelli della Zia principessa Violeta Urmana e Nascha Petrinsky (20, 22, 24 aprile), quest’ultima canterà anche nel ruolo di Zita. Ekaterina Sadovnikova sarà Lauretta e Suor Genovieffa, Anna Malavasi la Frugola e la Badessa. Antonio Poli e Matteo Falcier (20, 22, 24 aprile) si alterneranno nel ruolo di Rinuccio.

L’allestimento del Det Kongelige Teater di Copenaghen e del Theater an der Wien, che si è aggiudicato più prestigioso riconoscimento attribuito dalla critica danese, il Premio Reumert 2013, vede la collaborazione alla regia di Eleonora Gravagnola, le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti e le luci di Alessandro Carletti. Maestro del Coro Roberto Gabbiani. Con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma, diretta dal maestro José Maria Sciutto.

Il Metropolitan di New York fu il teatro scelto per la “prima” del Trittico del 14 dicembre 1918, diretta da Roberto Moranzoni, già da tempo molto attivo nei teatri americani, dove aveva allestito varie opere italiane, e in particolare di Puccini. Non fu però solo la sua fama a far decidere il compositore per il debutto negli USA: l’Europa era appena uscita dalla I guerra mondiale e non avrebbe potuto offrire una sede sicura e adatta. Tuttavia il pericolo rappresentato dalle bombe sottomarine, ancora presenti nell’Atlantico e causa di molti naufragi, sconsigliò Puccini dal recarsi in America. Il compositore fu presente invece alla prima esecuzione europea, che avvenne poche settimane dopo, l’11 gennaio 1919, al Teatro Costanzi di Roma, sotto la direzione di Gino Marinuzzi.

Le trame delle opere che compongono Il Trittico sono fra loro in forte contrasto: una vicenda cupa, ambientata ai bordi della Senna, conclusa con un delitto nel primo lavoro (Il tabarro); un secondo episodio (Suor Angelica) tutto affidato alle voci femminili delle suore che abitano in un claustrofobico convento; e l’episodio finale (Gianni Schicchi), sfavillante e rapidissima satira dell’ipocrisia e dell’avidità, ispirata a un personaggio fiorentino citato da Dante nell’Inferno.

A questo suo tardo lavoro, al quale seguirà solo Turandot, Puccini lavorò a lungo, in un primo momento pensando a un dittico che unisse al Tabarro un libretto preparato da D’Annunzio. In seguito optò invece per la realizzazione dei tre lavori, il primo su un testo di Giuseppe Adami, gli altri di Giovacchino Forzano.

Dopo la “prima” di domenica 17 aprile (ore 19.30), in diretta su Rai Radio3 Il Trittico andrà in scena martedì 19 (ore 19.30), mercoledì 20 (ore 19.30), giovedì 21 (ore 19.30), venerdì 22 aprile (ore 19.30), sabato 23 (ore 18), domenica 24 (ore 16.30).

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

 

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