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03 Dicembre 2021

Pubblicato il

Strage discoteca. Paolo Cento: “Salvini vieti gli spray al peperoncino”

di Redazione
L’esponente di Sinistra Italiana va in confusione e si scaglia contro “la corsa ad armarsi”

Prima la pennellata prudenziale, per mettere le mani avanti e tentare di evitare le accuse di strumentalizzazione politica di un fatto di cronaca. Anzi, di una tragedia. “Ora – premette Paolo Cento, di Sinistra italiana – è il momento del dolore, che è  immenso e straziante per le vittime innocenti di questa strage in discoteca”.

Poi, subito dopo, la tentazione diventa comunque troppo forte. E la suddetta strumentalizzazione arriva immancabile: “Ma è giunto pure il momento di prendere coscienza che la diffusione di vere e proprie armi improprie, come lo sono anche gli spray al peperoncino, non garantisce la sicurezza ma al contrario può provocare disastri”. Conclusione, un tantino prevedibile, “Il ministro dell’Interno ne vieti la vendita libera e tutti insieme facciamola finita con alimentare paure e corsa ad armarsi”.

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Ma che razza di ragionamento è?

Pressoché qualsiasi cosa, se le si utilizza a fini criminali anziché allo scopo per cui è concepita, “può provocare disastri”. Vedi, per citare un solo e terribile caso, l’acido solforico che viene usato per sfregiare le persone.

Ciò che è avvenuto nella discoteca di Corinaldo non ha niente a che vedere con l’uso dello spray al peperoncino come arma di autodifesa. Chi l’ha impiegato per seminare il panico avrebbe potuto farlo in un’infinità di altri modi: basta un comune razzo da segnalazione, ad esempio. Che ovviamente è in libera vendita e che si può comprare online senza neanche muoversi da casa.

Paolo Cento & C.: lasciatela perdere, la “corsa ad armarsi”

Prima ancora che giusta o sbagliata, quindi, la sortita di Paolo Cento è totalmente incongrua. Non è un problema (solo) di strumentalizzazione. È che manca proprio la connessione logica tra quello che è accaduto e le conclusioni che se ne traggono.

Non c’entra davvero nulla, la “corsa ad armarsi”. Paolo Cento, e quelli che la pensano come lui, sono liberi di insistere in questa assurda pretesa che il cittadino debba rimanere inerme di fronte a qualunque aggressione, ma abbiano almeno l’accortezza di trovare dei pretesti sensati.

O forse no. Meglio che attacchino a vanvera come in questo caso. Così la loro propaganda si riduce a un soffio di nulla: come una bomboletta spray (al peperoncino, al lime dei Caraibi, alla panna montata) perfettamente vuota.

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