22 Settembre 2021

Pubblicato il

Storace: Anas pronta a far pagare pedaggio su raccordo anulare

di Redazione
Tutto è già nei cassetti di Delrio e ovviamente in quelli di Renzi a palazzo Chigi. Aspettano solo il voto di Roma per agire

"Il salasso del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare è tutt'altro che scomparso. Pagheremo il Grande raccordo anulare. È ancora vigente il bando Anas 2010 per la gara finalizzata alla ''fornitura e la messa in opera di un sistema di pedaggio senza barriere sulle autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta".

Lo scrive Francesco Storace, capolista della Lista Storace Marchini Sindaco, che aggiunge: "Hai voglia la Meloni a smentire Salvini; hai voglia Giachetti a sfottere la Meloni. Un pezzo di verità ce l'ha raccontata ieri, per radio, Silvio Berlusconi, che ha rivelato la resistenza che dovette opporre da premier ai leghisti che pretendevano di inserire il pedaggio sul Gra di Roma nelle varie leggi di stabilità.

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A colpi di emendamenti puntualmente respinti dall'allora capo di palazzo Chigi. Ma il pericolo non è affatto svanito. Lo prova la tiepidezza di Giachetti che non può dire nulla oltre al rimprovero alla candidata di Fdi per la sua alleanza con Salvini. Ma i silenzi di Renzi e Delrio, ministro delle infrastrutture, non lasciano presagire nulla di buono.

I due sono i decisori veri e finora non abbiamo sentito neppure una parola da loro. Dobbiamo stare sereni anche a Roma, signor presidente del Consiglio? il presidente di Anas, Armani, in commissione al Senato – aggiunge Storace su Il Giornale d'Italia – parlò delle coperture economiche degli investimenti Anas ''imputando i costi delle infrastrutture stradali a chi fruisce del servizio e in ragione del grado di utilizzo, secondo criteri di mercato''.

Un modo abbastanza chiaro per comprendere la fine del film: saranno colpiti gli utenti dei tratti di strada oggi esonerati. E il bando Anas 2010 venne poi vinto – manco a dirlo – da Autostrade per l'Italia. Ci fu una sollevazione bipartisan e il bando venne sospeso. Ma non è mai stato revocato o cancellato.

Per renderlo efficace basterebbe un atto del Governo, per consentire di procedere con il pedaggiamento e l'installazione dei caselli. Tutto è già nei cassetti di Delrio, e ovviamente in quelli di Renzi a palazzo Chigi. Aspettano solo il voto di Roma per agire.

Tanto, un pezzo di opposizione pronta a dire che è giusto l'hanno trovata: risiede al nord, anche se si allea a Roma ma contro Roma. A dire di sì sarebbero tutti quelli che non sanno che vuol dire fare periodicamente ore di fila restando incolonnati".

 
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