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05 Dicembre 2022

Pubblicato il

Il giorno dopo

Sofferenza, ripartenza e Smalling: il post Inter-Roma

di Enrico Salvi
Mourinho sceglie una tattica conservatrice a San Siro e alla lunga ha ragione: Dybala torna e segna, decisiva ancora la palla inattiva
Giocatori giallorossi festeggiano sotto curva dopo Inter-Roma
Giocatori giallorossi festeggiano sotto curva dopo Inter-Roma

Inter-Roma regala ai giallorossi la vittoria in un big match che mancava in questo inizio di stagione. Mancava invece da 5 anni e mezzo (26/02/2017) un successo contro i nerazzurri. La sfida di San Siro porta con sé buone indicazioni e possibili miglioramenti per Mourinho, che guardando la partita dal pullman, al quarto tentativo utile riesce a battere la sua ex squadra.

Tattica alla lunga vincente ma perfettibile

Mancanza di un centravanti di riferimento dall’inizio e inizio di contenimento per poi ripartire. La tattica pensata da Mourinho alla fine ha portato i suoi frutti, anche se l’applicazione in generale poteva essere migliore. Come ha anche ammesso Mancini nell’intervista post partita, è mancato nel primo quarto di partita l’andare a prendere alta la palla in fase di non possesso. Questo ha portato sì al contenimento ma anche ad una sofferenza iniziale che ha portato sia al gol annullato di Dzeko, sia a quello valido di Dimarco, complice i movimenti di Celik e Rui Patricio da rivedere.

L’Inter ha messo sotto pressione la Roma anche ad inizio ripresa, ma al netto delle due occasioni sopracitate, la tattica giallorossa con il passare dei minuti ha portato i suoi dividendi. Diverse sono state le interdizioni che hanno portato pericoli, una su tutte l’azione che ha portato al gol del pareggio. Su un cambio di gioco, Spinazzola anticipa Barella sulla linea di centrocampo e intercetta palla, la difesa nerazzurra è impreparata alla transizione, cross prefetto e Dybala ha potuto colpire sul secondo palo. Nell’ultimo quarto d’ora la sofferenza e l’abbassamento non ha prodotto grandi spaventi: nel complesso una prova di maturità.

Inter-Roma la conferma: palla inattiva letale

Assieme al rendimento di Dybala, è probabilmente la costante più marcata di questa prima parte di stagione. La Roma sulle palla inattive è letale. In ogni partita capita almeno una grande occasione da queste situazioni e Inter-Roma non ha fatto eccezione: se contro l’Empoli il gol di Ibanez viene sventato sulla linea, sono 4 su 10 i gol in questa Serie A arrivati di testa da sviluppo dei calci piazzati.

Smalling si ripete dopo il gol vittoria con la Cremonese, Ibanez ha colpito col Monza e Abraham contro la Juventus, in attesa che si sblocchi Mancini. La Roma ha gli uomini giusti – palloni precisi di Pellegrini e Dybala, stacchi imponenti dei tre centrali più Cristante e Abraham – ma esercita anche schemi vincenti: questa sera Smalling era liberissimo di colpire. Marchio di fabbrica della scorsa stagione che si conferma anche quest’anno, importante soprattutto in una partita del genere, dove scarseggiano presenza nella metà campo avversaria e tiri in porta.

Torna Dybala e segna, Smalling importante ovunque

Andando a vedere i singoli, in Inter-Roma brillano su tutti i due marcatori, non solo per le segnature. Ancora una volta Dybala e la sua tecnica sono stati i protagonisti, soprattutto davanti alla squadra che quest’estate è stata vicinissima prenderlo. Il mancino al volo, oltre che bello, si è rivelato pesante: la Joya è tra i più decisivi in Serie A, quando sta bene. Cosa non scontata, dato lo stop prima dell’Atalanta (partita guarda caso persa) e l’uscita dal campo al minuto 57. L’argentino va estremamente centellinato.

Ma palma di migliore va a Chris Smalling, decisivo in entrambe le aree di rigore. Ok il gol, il secondo stagionale ugualmente decisivo – zuccate valevoli tre punti sia con l’Inter che con la Cremonese – ma come sempre l’inglese è il leader della difesa giallorossa. Sempre attaccato all’uomo, i tanti anticipi e recuperi impreziositi dalla chicca finale nei minuti di recupero: il colpo di testa a spazzare una palla di Gosense pericolosamente vicina alla porta. MVP, per dirla all’americana.

 

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