Vuoi la tua pubblicità qui?
08 Dicembre 2021

Pubblicato il

Slot machine. Ok del Tar Lazio a ordinanza Raggi: che anzi va inasprita

di Redazione
Il provvedimento limita gli orari di funzionamento delle macchinette succhia-soldi. Un minimo di tutela per chi si lascia tentare

Ottima notizia, questa sentenza del TAR del Lazio che ha confermato l’ordinanza "no-slot" emessa dalla Sindaca Virginia Raggi nel giugno scorso.

Vuoi la tua pubblicità qui?

Ottima per tutti tranne che per due categorie: la prima è quella, odiosa e meritevole di interventi ancora più duri, di chi usa il gioco d’azzardo per riempirsi le tasche sfruttando le debolezze altrui; la seconda è quella dei giocatori compulsivi, ossia delle vittime della suddetta brama di profitto, che almeno in alcune fasi della giornata continueranno a non poter dare libero sfogo alla loro mania, autodistruttiva per sé stessi e spesso con terribili conseguenze sulle loro famiglie.

L’ordinanza, infatti, aveva stabilito che l’uso delle cosiddette slot-machine avesse una serie di limitazioni. “L'orario di accensione – si leggeva nella sintesi diffusa dallo stesso Comune di Roma – è fissato tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 23.00. Al di fuori di queste fasce orarie gli apparecchi, collocati in sale dedicate al gioco e in esercizi autorizzati, dovranno essere spenti, inaccessibili agli utenti, privati dell’alimentazione e scollegati dal sistema”.

Slot Machine: picchia ancora più duro, Raggi!

Giustissimo. Se vieni indotto in tentazione è più facile cedere, nel caso in cui ci si trovi ancora agli stadi iniziali. Oppure è più difficile resistere, qualora invece l’attrazione perversa del rischio sia già entrata in profondità. I dettagli sono importanti: quell’espressione, “inaccessibili agli utenti”, è sacrosanta. Almeno per un po’ il richiamo avvelenato deve essere rimosso, anziché pulsare senza sosta soffiando sul fuoco del desiderio di riprovarci.

Come dice il proverbio, l’occasione fa l’uomo ladro. Adattato a questo caso, diventa ‘l’occasione fa l’uomo derubato’. O depredato. Depredato inizialmente solo dei soldi che si perdono, gettone dopo gettone. Poi della volontà di smettere. Infine, troppo spesso, della propria dignità di uomini o di donne: che in teoria dovrebbero essere degli adulti e che invece si riducono a pupazzi in balia del brivido al quale non sanno più rinunciare. Tossici dell’azzardo che dilapidano tutti i soldi di cui dispongono, o che si procurano con mezzi anche illeciti. Fino a mettere a repentaglio, o addirittura compromettere definitivamente, le attività lavorative e i rapporti famigliari.

Senza girarci intorno: parliamo di una grave patologia sociale che andrebbe estirpata, o quantomeno scoraggiata, con misure draconiane. Al di là dei suoi meriti, anche come segnale di vigilanza e dell’intento di opporsi al dilagare del fenomeno, la succitata ordinanza prevede sanzioni ancora troppo lievi: “da un minimo di 150 euro a un massimo di 450, e, in caso di recidiva, con la sospensione dell'attività di gioco fino a 5 giorni”. Come minimo, bisognerebbe aggiungere uno zero. E magari due.

Così come si dovrebbe smetterla, in qualsiasi ambito normativo o mediatico, di definire ‘gioco’ questo vizio spaventoso e quanto mai subdolo.

Leggi anche:

Ok: guerra agli hooligans. Ma il calcio-business ha anche altri mali

Roma. Nuovo regolamento polizia locale: parla il Comandante Di Maggio

Sabella su Ostia: “È una zona di Roma più mafiosa che corrotta”

Vuoi la tua pubblicità qui?
 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo