12 Maggio 2021

Pubblicato il

Roma. Sgombero Casale Grotta Perfetta, parla la Comunità Giovanile

di Redazione

Dalla parte dell'esperienza della Comunità Giovanile Roma, anche gli esponenti romani di Fratelli d'Italia

COMUNITA’ GIOVANILE AL SERVIZIO DEL QUARTIERE – Sullo sgombero di questa mattina, al Casale Grotta Perfetta 610, al cui interno era attiva la Comunità Giovanile, hanno preso parola anche i volontari della stessa Comunità, che denunciano come “le operazioni di sgombero siano state portate avanti con un eccessivo dispiegamento di forze armate, dal momento che non è possibile considerare” gli stessi operatori “come un pericolo per il quartiere, in quanto non solo il Casale è rimasto fino ad oggi uno spazio totalmente aperto al territorio e fruibile da parte di tutti i cittadini, e non sapremo se in futuro sarà ancora così, ma anche perché ogni attività svolta all’interno dello stabile non ha mai avuto alcuno scopo di lucro, ma solo l’interesse di offrire un servizio utile alla cittadinanza, a costo zero, riuscendo a sfruttare e a far sfruttare al massimo tutte le potenzialità che questo spazio mette a disposizione”.

L’AMMINISTRAZIONE IGNORA LE ISTANZE DEI CITTADINI – Lo sgombero di oggi, invece, non solo fa finta che tutto questo non sia mai esistito, mettendo in secondo piano anche “i risultati ottenuti in questi 3 anni di attività”, ma – specificano ancora dalla Comunità – disattende molte altre richieste: “quella di poter proseguire gratuitamente le attività e di poter svolgere i servizi senza alcun costo a carico dell’amministrazione; quella di considerare la possibilità di condividere gli spazi con altre associazioni, preferibilmente del territorio; quella, proveniente dagli stessi cittadini e utenti, espressa con una petizione che ha ottenuto 1.500 firme e con la quale si chiede la permanenza dell’associazione Comunità Giovanile all’interno del Casale Rosati”.

DUE PESI E DUE MISURE? – “Tutto questo – spiegano i volontari – accade per consentire l’ingresso, all’interno della struttura, di un servizio, SOS Donna h24, totalmente estraneo alle dinamiche e alle esigenze del territorio, e che ha inspiegabilmente ricevuto dall’attuale amministrazione capitolina un trattamento di favore. Il servizio, infatti, non solo ha ricevuto dei finanziamenti pubblici, ma ha ottenuto un’ulteriore proroga di 3 mesi, a bando scaduto, che si aggiungono ai 18 già rinnovati al termine dei primi 18 mesi”.

LA COMUNITA’ GIOVANILE NON SI ARRENDE – Ma l’annuncio è chiaro: “Riteniamo che l’unico esperimento di Comunità Giovanile su tutta Roma non possa terminare così: la prevenzione e la promozione di stili di vita sani in alternativa al disagio sono il miglior deterrente per allontanare i giovani dalla droga, da tutte le dipendenze e dall’alienazione sociale. Non ci fermeremo qui, porteremo avanti le nostre attività perché un percorso che dura da 3 anni non può essere interrotto per nessun motivo” – concludono i volontari della Comunità.

“LO SGOMBERO, UN FATTO GRAVISSIMO” – Alle dichiarazioni dei volontari, si aggiungono anche quelle degli esponenti romani di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale che già nelle scorse settimane avevano difeso l’esperienza della Comunità dalle accuse del presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci. Per Fabrizio Ghera, capogruppo FdI-An in Campidoglio, lo sgombero è un fatto “gravissimo mentre a pochi metri da questa struttura restano indisturbate occupazioni, anche di interi palazzi, che vanno avanti da anni, il sindaco Marino decide di chiudere la Comunità Giovanile per trasferire un’associazione ‘amica’ che già eroga le sue attività in un altro Municipio”.

Lo stesso Ghera, come avevamo specificato in un articolo di qualche giorno fa, durante la seduta della Commissione Trasparenza, aveva “sottolineato che il ruolo delle istituzioni è quello di dare risposte coerenti alle esigenze dei cittadini, pertanto chiudere questo centro lasciando l’Ardeatino privo di spazi dedicati ai ragazzi e alle famiglie, significa che esiste un cortocircuito istituzionale le cui vittime sono i residenti di Tor Carbone e soprattutto le fasce più deboli del territorio. L’amministrazione di centrosinistra cancella un’esperienza virtuosa, positiva, una struttura che è stata un punto di riferimento fondamentale per chi non ha altre possibilità per frequentare corsi di formazione, attività culturali, laboratori artistici oppure per far giocare i propri bambini in un contesto sicuro e protetto, tenendoli al riparo dalle insidie della strada. Per Marino, probabilmente, chi risiede nelle periferie è un cittadino di serie B, rispetto alle associazioni che orbitano attorno alla sua maggioranza”.

“LA COMUNITA’ GIOVANILE, IL PIU’ GRANDE ESPERIMENTO SU ROMA” – Si aggiungono a queste, le dichiarazioni del portavoce della Costituente romana FdI-AN, Andrea De Priamo, secondo cui “oggi l’Amministrazione Marino ha dimostrato per l’ennesima volta di trattare con due pesi e due misure le diverse realtà che si occupano di fare attività in ambito sociale e culturale. Si trattano come fossero un pericolo per il quartiere dei volontari che in questi anni hanno dato vita al più grande esperimento, l’unico in tutta Roma, di Comunità Giovanile, volta a portare avanti attività di prevenzione e promozione di stili di vita sani come alternativa al disagio e alle droghe”.

L’OPPOSIZIONE MUNICIPALE DALLA PARTE DELLA COMUNITA’ – Della stessa opinione,  Glauco Rosati e Fabio Roscani, rispettivamente capogruppo FdI-An e portavoce della Costituente in Municipio VIII, che sottolineano come “nel Municipio che detiene il record del maggior numero di occupazioni su tutto il territorio romano, il Comune decide di dispiegare uno spropositato numero di Forze dell’Ordine per smantellare l’unica realtà associativa che è riuscita, in questi anni, a diventare un punto di riferimento essenziale in un quartiere residenziale come quello dell’Ardeatino-Grotta Perfetta, che necessità di spazi come quello gestito dalla Comunità Giovanile, e lo dimostra anche la vicinanza del territorio: i cittadini si sono adoperati per raccogliere oltre 1.500 firme in calce ad una petizione con la quale si chiede che i volontari della Comunità portino avanti le loro attività, con successo, come è stato fatto fino ad oggi” – concludono i due.

 
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