18 Giugno 2021

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Saviano: l’aeroporto di Fiumicino mostra il peggio dell’Italia

di Redazione

"Ecco perché Fiumicino è il simbolo dell'Italia che decade, il nome di Leonardo da Vinci non è bastato"

“Il caos di Fiumicino mostra il lato peggiore dell’Italia proprio nel settore che dovrebbe rappresentare il suo miglior biglietto da visita. Ecco perché Fiumicino è il simbolo dell’Italia che decade”. Lo scrive su Facebook Roberto Saviano che rimanda a un post pubblicato sul suo blog dal titolo ”Fiumicino, il simbolo dell’Italia che decade”. “Il nome di Leonardo da Vinci, il genio che sognava di volare cinquecento anni fa – dice Saviano -, non è bastato a mettere le ali al primo scalo aeroportuale italiano. E questo perché l’Italia tutta non ha l’ambizione di volare come il suo illustre concittadino. Quanto sta accadendo in questi giorni all’aeroporto di Fiumicino è il segno di quanto il Paese non sia in grado di giocarsi i propri migliori assi, facendo decollare l’economia turistica e mostrando al mondo intero il suo potenziale migliore”. Invece, aggiunge, “stiamo assistendo a scene poco dignitose, che certo sono le conseguenze di una serie di incidenti, prima l’incendio della pineta di Focene poi il black out, ma che hanno paralizzato lo scalo e al suo interno migliaia di passeggeri, la gran parte stranieri, nel periodo di massimo traffico. Avevo già avuto modo di constatare in prima persona il brutto biglietto da visita che Fiumicino rappresenta per il nostro Paese, transitando per lo scalo qualche settimana fa in viaggio per Londra. Ora se ne sono accorti tutti”.

“Sul web- sottolinea- si moltiplicano i video di passeggeri che protestano in tutte le lingue, della tensione che cresce nelle sale di attesa, di hostess che reagiscono in modo scomposto, di famiglie con figli piccoli e piccolissimi che giacciono sfinite dopo due giorni di notti in bianco a tentare di dormire su affollate poltroncine”. “Nel caos – scrive ancora Saviano – si inserisce la Lega Nord, che con il presidente della Lombardia Roberto Maroni, coglie l’occasione per proporre Malpensa come scalo hub per Alitalia, opponendo Roma ”città dello sfascio” a Milano ”città dell’eccellenza”. Eppure era stata proprio Alitalia a decidere di lasciare lo scalo lombardo tagliando oltre il 70% dei voli e lasciando solo un paio di rotte intercontinentali verso New York e Tokyo”. “Ma mentre la diatriba tra Roma e Milano è un argomento utile solo alla politica interna, perché vista dall’estero la vicenda di Fiumicino, come la chiusura di Pompei per sciopero in piena estate e senza preavviso, è una figuraccia per tutta l’Italia. Un’Italia che proprio sul turismo si mostra in piena decadenza”, conclude.

 
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