Roma, Stazione Termini: dove tutto (il peggio) è possibile

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Scene di quotidiano degrado e abituale criticità igienico-sanitaria sotto i portici adiacenti alla Stazione Termini di Roma, dove un uomo urina addosso ad un muro. Degrado che non è solo urbano, ma soprattutto umano. Qui infatti (soprav)vivono coloro che non vedono speranze per il loro futuro, né possono permettersi di coltivare progetti professionali e sociali.

Proprio la principale stazione capitolina offre a chi arriva da tutta Italia un’immagine che mostra una città allo sbando, alla mercé di chiunque, dove tutto (il peggio) è possibile. Un problema annoso e incistato in una delle zone che accoglie più turisti e in cui confluiscono migliaia di cittadini ogni giorno. Roma termini sta ormai assumendo i contorni di una terra di nessuno, tra letti di fortuna e vere e proprie zone di accampamento.

Un senso di impotenza che i cittadini vivono ogni giorno e che sembrano dover accettare con rassegnazione, consegnando la città ad una decadenza senza possibilità di riqualificazione. Perché non sono almeno stati installati dei bagni chimici?

Saltuariamente la Polizia locale si presenta, si muove con diverse unità per ristabilire una parvenza di decoro, tuttavia la situazione dopo alcune ore o pochi giorni al massimo si ripresenta identica.


Si tratta di una questione complessa che ha radici profonde nel tessuto economico e sociale e che non dipende da questa o da un’altra amministrazione. I sindaci cambiano, le stagioni si alternano, resta solo lo spettacolo indecente come quello nella foto.

Giacigli di fortuna e spazzatura sotto i portici adiacenti alla Stazione Termini