03 Agosto 2021

Pubblicato il

Roma, Quartu: Bocciatura Marino da Orfini ha portato nulla cosmico M5S

di Redazione
Orfini: "Marino non era adeguato a quel ruolo, stava amministrando male Roma, la città era un disastro"

"Vorrei sommessamente ricordare all'onorevole Orfini che la 'bocciatura politica' di una propria amministrazione che stava portando dei risultati all'Urbe, da lui organizzata e maldestramente portata a compimento, ha condotto Roma al disastro attuale chiamato amministrazione Raggi. Da lui ci si sarebbe aspettati dignitoso silenzio a commento dell'assoluzione di Ignazio Marino invece che un'ennesima difesa dell'indifendibile.

La stagione del suo mandato da commissario della Federazione del Partito democratico di Roma ha creato numerose e profonde fratture tra il Pd e la città con la caduta di Ignazio Marino a rappresentarne la summa: permetta alla città di Roma ed alla comunità del partito di dimenticarsi di lui." Così il membro dell'Assemblea romana del Pd, Luca Quartu.

Matteo Orfini, commentando l'assoluzione dell'ex sindaco Marino ha dichiarato all'Adnkronos: "Ribadiamo, come abbiamo già fatto quando sono uscite le sentenze di primo e secondo grado, che ovviamente siamo contenti per lui ma come spiegammo allora quella degli scontrini è stata una vicenda che nulla aveva a che fare con una scelta che facemmo per un giudizio politico".

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Sempre Orfini su Facebook: "Alcuni, compreso qualche dirigente del Pd, mi chiedono di scusarmi per la scelta di sfiduciarlo. Ovviamente non credo di doverlo fare, perché quella scelta l'ho assunta spiegando fin dal primo momento che non era legata all'inchiesta. Marino non era adeguato a quel ruolo, stava amministrando male Roma, la città era un disastro".

"Provai per un anno ad aiutarlo – aggiunge il deputato Pd – troverete decine di dichiarazioni dell'ex sindaco che lo riconosceva. Misi me stesso a sua protezione per più di un anno, rispondendo personalmente di ogni problema della città. Andai nei luoghi dove nessuno di quella giunta osava andare perché si prendevano fischi e insulti. Li presi io per lui e per loro.

E presi anche le minacce dei mafiosi di Ostia, della cui esistenza prima del mio arrivo (e di quello di Sabelle e Esposito) nessuno si era accorto. Non bastò perché errori e atteggiamento del sindaco non cambiarono. E Roma ne pagava le conseguenze". 

(Mgn/ Dire)  (Foto di repertorio)

 
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