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27 Novembre 2021

Pubblicato il

Scacco matto

Roma, maxi truffa: vendono appartamenti ma non sono i loro

di Cristina Accardi
Scacco matto per i cinque truffatori che hanno venduto a 250mila euro un appartamento, non di loro proprietà, a una giovane coppia
Guardia di finanza

Ieri, 19 ottobre, per cinque persone è stata mandata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Guardia per le indagini preliminari (GIP) di Roma per frode. I reati contestati sono molteplici: falso ideologico, falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità, possesso di documenti di identificazione falsi, riciclaggio e auto-riciclaggio in relazione a una truffa nel settore delle compravendite immobiliari.

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La truffa, dalla trama contorta, ha visto come vittime una sciagurata giovane coppia in cerca del loro primo appartamento. Un gioco ben architettato, quasi impossibile da svelare: prima l’annuncio su un noto sito web, poi la visita all’appartamento insieme alla presunta proprietaria e infine l’accordo e la firma dal notaio.

Tuttavia, secondo le indagini, la coppia non sarebbe stata l’unica a vedere l’annuncio della grande bufala. Infatti, per mesi era stata ben visibile sul sito.

Sceneggiatura fraudolenta

Ognuno dei cinque aveva un preciso ruolo. Innanzitutto un ruolo principale era assegnato a un uomo di 51 anni che, dopo la pubblicazione dell’annuncio, gestiva i rapporti con i possibili acquirenti. Successivamente entrava in scena una 45enne che, nelle vesti di un’altra persona con un documento contraffatto, si spacciava per la proprietaria dell’appartamento. Una parte davvero ben recitata che non gli ha garantito un Oscar, ma gli ha consentito di stipulare alla giovane coppia un regolare atto di compravendita con un notaio, anche lui all’oscuro della frode, e ottenere 250mila euro.

Una volta ricevuta la corposa somma sul conto corrente, appositamente aperto per questa occasione, i soldi sono stati in parte prelevati in contanti e in parte inviati tramite due bonifici ad altrettante società, senza una valida causale.

Soltanto successivamente la Guardia di Finanza è riuscita a risalite ad altri tre protagonisti, ormai veterani in questo tipo di attività.

 
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