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Roma e Palma di Maiorca, spunti per migliorare i servizi al cittadino

Palma nasconde migliaia di automobili nei suoi numerosi parcheggi sotterranei e ha isole ecologiche dove contenitori metallici salgono e scendono dal sottosuolo

Pur da residente all'estero da anni, continuo orgogliosamente quanto ingenuamente e malinconicamente a seguire i fatti di cronaca della mia amata Città Eterna. Un po' stancamente ormai, come una diva dal viso screpolato, Roma vive soprattutto del suo straordinario e glorioso quanto appannato fascino monumentale. Da lontano e forzato lettore di cronaca quale ormai sono – vengo sempre più spesso sfamato da indecenti pubblicazioni sui tuffi notturni a Piazza Navona, le docce a Piazza Mastai, le passerelle dentro Fontana di Trevi, o i roghi nella Pineta di Castel Porziano …
 
Ciò che scarseggia mi pare, sono notizie che ci raccontino iniziative, proposte e dinamiche per ringiovanire quella paradossale eternità che se da una parte illumina Roma – dall'altra la filtra opaca e cronicizza da millenni. Esiste qualcuno oggi capace di ripulire Roma da graffiti e ridelinearla di un fascino aggiornato e vivace davanti alle sfide del futuro? Detesto chi si sottrae alle critiche costruttive e tira via la cerniera con una zip definendo Roma la città più bella del mondo e STOP, tace davanti a tutto e tutti. Come un padre che – comunque sia, difende il proprio figlio davanti ad ogni crimine, senza farsi domande o scrupoli o sensi di colpa. Forse perché in fondo se ne frega. Tempus fugit. 
 
Neppure le Amministrazioni devono sfuggire al confronto con le altri capitali, nascondersi dietro ai propri disavanzi economici e culturali ereditati e non. Questa sprovvedutezza futuristica si muove accanto ad un deficit di idee e moderne soluzioni che sappiano accoglire il flusso di milioni di turisti che ancora affollano Roma di visite ormai spesso solo mordi e fuggi. Chi ha in mano e vive Roma deve riempirla, svestirla e rivestirla di tinte nuove, evolverla grazie a tecniche innovative per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, smuoverla con processi e metodologie per la soluzione o quanto meno il tamponamento dell'incubo traffico, e trovare espedienti affinché il trasporto (girare per Roma) sia non solo un incubo ma un'esperienza straordinaria.
 
Nel mio piccolo a suo tempo ci provai, scrissi lettere ed email a Presidenti di Circoscrizione facendo presente che Trastevere con la liberalizzazione di locali contro la desertificazione di botteghe – stava precipitando in un vortice di autodistruzione, e venni sbeffeggiato dall'allora Sindaco  Veltroni quando feci presente che una piazza storica come San Cosimato a Trastevere era stata rifatta di solo cemento armato. "Porti sua figlia al Gianicolo", mi rispose laconicamente il Sindaco. Forse, oggi, di ritorno in Inghilterra dopo quindici giorni a Palma di Maiorca in Spagna dove ho vissuto con la mia famiglia per oltre 4 anni, so di cosa parlo non sono un turista  – ancora veleggio tra i sogni e le utopie romantiche di un trasteverino emigrato. 
 
Palma chiaramente non ha le dimensioni universali di Roma. E il mio non è un confronto impari e scioccamente inadeguato – quanto un tentativo di teorizzare un punto di partenza da cui almeno il centro di Roma potrebbe ri-partire. Palma è una città cosmopolita di oltre mezzo milione di abitanti, da qualche anno riesce a mostrarsi non solo splendida e luminosa grazie ai colori e alle linee dei musei e delle fondazioni dei suoi artisti e pittori come Mirò, le calde atmosfere del Casco Antiguo, o del Palazzo de l'Almudaina, il Castello del Belvedere o la vasta baia di vele, scafi milionari e traghetti che disegnano l'infinito porto turistico e commerciale. Al di la' di uno strepitante richiamo per turisti, Palma e' anche uno spazio normale fatto di abituali e cortesi file di cittadini che vanno a scuola e in ufficio attendendo quotidianamente alle fermate degli autonus di salire e pagare un biglietto o mostrare una tessera prepagata. 
 
Palma ingoia e restituisce migliaia di automobili nei suoi numerosi e comodi parcheggi sotterranei sparsi qua e là, che delimitano la zona centrale della Cattedrale antistante il mare. In varie zone della città, sono frequenti isole ecologiche dove contenitori metallici salgono e scendono dal sottosuolo come in un film di James Bond per riempirsi e poi svuotarsi di rifiuti e materiali riciclabili. In alcuni barri laterali ho notato sedie e materassi abbandonati negli angoli delle strade, ma che dire, siamo tutti un po' latini in fondo. Ultimamente poi, Palma si è pure arricchita di sfavillanti centri commerciali legati agli svincoli di un'autostrada che a sua volta scompare sottile e silenziosa tra il comodissimo Aeroporto San Joan e la carrettera che ti porta dentro alle sue viscere fatte di lunghi campi di mandorle delimitati da muri di pietra secca. 
 
Un mio vecchio Professore di Giurisprudenza diceva …Il concetto è questo, il mondo non è perfetto, ma da qualcosa si deve pur cominciare. Poc a poc… dicono i Maiorchini – sperando che Roma possa dunque partire per il suo viaggio, aggiungo io.

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