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07 Luglio 2020

Pubblicato il

Vacanze post Covid

Richiesta albergo igienizzato da 95% clienti, anche pagando di più. Vacanze 2020

di Redazione

Per le misure anti contagio gli italiani sono disposti a spendere anche l'8,3% in più

richiesta albergo igienizzato
Sanificazione hotel

Secondo un’indagine sulle prossime vacanze 2020, la richiesta di un albergo igienizzato sarebbe avanzata dal 95% dei consumatori italiani.

Ambienti comuni igienizzati spesso e spazi adeguati al distanziamento, igienizzazione di lenzuola, federe e biancheria da bagno e anche di camere e arredi. Sono queste le priorità richieste dal 94,5% dei futuri ospiti degli alberghi italiani.

In questa strana estate 2020, l’81,5% dei clienti chiederà alle strutture ricettive informazioni sulle misure anti-Covid prese, con il 94% che dichiara di sentirsi più tranquillo a scegliere un hotel se i processi di igienizzazione attuati fossero anche certificati.

Vacanze 2020: cosa chiede il consumatore post Covid?

Un dato incoraggiante per la categoria però c’è, ed è quello sulla fiducia che il 65,9% dei potenziali clienti ripone nella responsabilità degli alberghi circa le misure anti-contagio, per le quali sono disposti a spendere anche l’8,3% in più.

A raccontarci che estate sarà è Confindustria, che con le sue sezioni Alberghi e Assosistema ha presentato oggi l’indagine Tecnè ‘Vacanze 2020: cosa chiede il consumatore post Covid?’.

Uno studio rivolto alla galassia dei 33mila alberghi italiani che in tutto contano 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto, con un fatturato che nel 2019 ha superato i 20 miliardi di euro grazie ai 50 milioni di arrivi dall’Italia e i 47 dall’estero. Ma adesso?

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Epidemia ha messo in ginocchio il Turismo

La crisi sanitaria ha messo in ginocchio il turismo, travolgendo il settore e i suoi 179mila dipendenti e 211mila addetti. “A oggi solo il 20% ha riaperto”, ha spiegato il direttore di Confindustria alberghi, Barbara Casillo. “Tutti con un numero di personale inferiore al 100% perché la domanda è bassissima – ha aggiunto – Chi lo ha fatto è stato coraggioso.

È giusto farlo, ma lavorerà in perdita”. Anche perché “i costi delle sanificazioni non credo che faranno impennare i prezzi ai clienti, vista la poca domanda”, sostiene Casillo.

Eppure la speranza che la stagione non sia tutta persa c’è, visto che nel 2019 il giudizio medio di chi ha frequentato gli alberghi italiani è stato di 7,3.

Igiene aspetto prioritario vacanze 2020

“La pandemia però ha cambiato i paradigmi – ha spiegato Carlo Buttaroni di Tecnè – Ora le domande sono diverse e uno degli aspetti prioritari è quello legato all’igiene”. La richiesta dell’albergo igienizzato è alta.

Le prospettive secondo l’indagine sono sì di perdita con una “ripresa lenta”, ma la cui grandezza dipende proprio da come gli alberghi affrontano il tema delle misure anti-Covid, igiene in testa.

La stima per l’estate 2020 va dal 41% al 60%, a seconda dell’adeguamento alle misure di igienizzazione e dalla loro comunicazione ai clienti.

Stessa dinamica per un ritorno alla normalità, con gli alberghi che saranno in grado di garantire standard elevati che potranno sperare già nel 2022. Mentre chi farà più fatica ad adeguarsi dovrà aspettare il 2025.

“Da dieci anni abbiamo messo a punto delle linee guida per la certificazione di settore sul controllo microbiologico del tessile”. Lo ha spiegato Marco Marchetti, presidente di Assosistema, che raggruppa le imprese che offrono servizi agli alberghi legati ai tessuti e alla loro sanificazione.

In più, Assosistema ha anche stilato un protocollo di sanificazione tessile per gli alberghi.

“Oggi più che mai sentiamo che quella della garanzia di sanificazione e di adeguamento ai protocolli è una delle caratteristiche che dobbiamo mettere in campo.

Gli alberghi stanno aprendo per senso di responsabilità. I costi saranno più alti, ma abbiamo tanta voglia di ricominciare”, ha affermato Carmela Colaiacomo, vicepresidente di Confindustria alberghi. (Dip/ Dire)

 
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