23 Ottobre 2021

Pubblicato il

Raggi “Patata bollente”, Feltri dovrà pagare 11mila euro: “Ne pago 20 se non mi rompe più i c…”

di Redazione
Era il 10 febbraio 2017 quando Libero titolava "Patata bollente" riferendosi alla sindaca Raggi, la Procura aveva chiesto il carcere
Vittorio Feltri

In molti ricorderanno la prima pagina di Libero del 10 febbraio 2017 dal titolo “Patata bollente” riferito alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Il soprattitolo recitava “La vita agrodolce della Raggi”, seguito dal catenaccio: “La sindaca di Roma nell’occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali. La sua storia Ricorda l’epopea di Berlusconi con le olgettine, che finì malissimo”.

“Patata bollente”: la Procura aveva chiesto il carcere per Feltri e Senaldi


Il caso, con accusa di diffamazione per Feltri, all’epoca direttore editoriale del quotidiano, viene discusso a Catania perché questa è la città in cui è stata stampata per prima la copia del quotidiano. La procura aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per Feltri e 8 mesi per Pietro Senaldi, direttore responsabile della testata. La sindaca di Roma si era costituita parte civile.
La terza sezione penale del tribunale di Catania ha condannato al pagamento di una multa di 11mila euro per diffamazione il giornalista Vittorio Feltri e Pietro Senaldi a una multa di 5mila euro. Dunque niente carcere.

Il commento della Raggi e la replica di Feltri

“Quel vergognoso titolo di ‘Libero’ che non ha offeso solo me ma tutte le donne” ha detto all’Adnkronos la prima cittadina uscente della Capitale Virginia Raggi. “Mi auguro che questo episodio serva come monito e per riflettere seriamente sui temi del sessismo e dell’hate speech. Il rispetto delle donne, e delle persone, deve venire sempre prima di tutto‘’. La lezione forse l’hanno imparata in molti ma non certo il diretto interessato che commenta:

“Pagare 11mila euro. Ma che condanna è… Pagherò, pagherò. Che mi frega di 11mila euro. Ne pago anche 20, basta che non mi rompa più i c… Sono talmente contento, anzi felicissimo. Non è una condanna, ma un applauso. Se gradisce posso inviare alla Raggi anche delle bottiglie di champagne“. Con queste parole Vittorio Feltri commenta all’Adnkronos la condanna per diffamazione.

 
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