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08 Luglio 2020

Pubblicato il

Quante fumate nere per eleggere il presidente?

di Redazione

A partire da oggi le votazioni per l'elezione del Capo dello Stato

Giorgio Napolitano ha concluso il suo mandato.
Un mandato che nel suo ultimo semestre bianco, dato lo stallo in cui si è trovato il Governo italiano, è stato oggetto di polemiche da parte delle istituzioni stesse e dei cittadini.
Ma il giorno delle nuove elezioni è arrivato.

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“Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta”, così recita l’art. 83 della nostra Costituzione.

Quella dell’elezione del Capo dello Stato è una delle poche occasioni che vedono le due Camere del Parlamento italiano riunite in seduta comune: il Parlamento in seduta comune, definito ‘organo perfetto’ poiché ha il compito di discutere e deliberare, deve raggiungere un accordo per la nomina del Presidente della Repubblica con una maggioranza qualificata.

Oggi, giovedì 18 aprile, è la prima giornata di votazioni per l'elezione del Capo dello Stato.
A partire dalle ore 10.00, i 1007 Grandi Elettori si riuniranno nella Camera per la prima votazione.

In questi giorni si è discusso molto in ordine ai ‘papabili’ alla Presidenza del Quirinale.
Il centrodestra auspicava la nomina di un personaggio proveniente dalle fila opposte a quelle dell’attuale maggioranza, alla quale sono state attribuite già le due Presidenze delle Camere (Laura Boldrini e Pietro Grasso).

Dal canto loro i grillini, invece, ancora una volta hanno fatto uso del mezzo telematico per consentire agli elettori pentastellati di scegliere online i loro possibili candidati.
La rosa dei dieci nomi scelti dal MoVimento 5 Stelle contava anche Milena Gabanelli, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Ferdinando Imposimato, Giancarlo Caselli, lo stesso Beppe Grillo (che si è ritirato), Romano Prodi, e Dario Fo.
Milena Gabanelli e Gino Strada si sono chiamati fuori dai giochi, e quindi Grillo e i suoi hanno puntato tutto su Stefano Rodotà.

Restano in gioco, fra tutti i nomi fatti nei giorni scorsi, Franco Marini, Emma Bonino, Romano Prodi, Anna Maria Cancellieri, Anna Finocchiaro e Massimo D'Alema. Altri hanno puntato su Giuliano Amato.

Sarà possibile seguire l’elezione del Presidente della Repubblica in diretta tv.
In collegamento diretto con Montecitorio le reti Sky Tg24, Rai News, Tgcom 24 e Tg La7 condotto da Enrico Mentana.
Per quanto riguarda la tv generalista, sarà Rai1, con lo speciale Tg1 – Rai Parlamento a seguire le vicende di Montecitorio.

Si procederà alla nomina del nuovo Capo dello Stato ogni giorno con due votazioni, una prevista a partire dalle ore 10.00 e una intorno alle ore 15.00

Come già ricordato, nelle prime tre votazioni è richiesta la maggioranza qualificata dei 2/3 dell’assemblea, ovvero 672 voti. A partire dalla quarta votazione, quella che dovrebbe avvenire domani pomeriggio in caso di mancato accordo nelle tre votazioni precedenti, sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, e quindi 504 preferenze.
Se il nuovo Presidente non sarà eletto nemmeno entro la giornata di domani, si procederà a oltranza anche nel weekend.

Un’ipotesi non così assurda.
La situazione attuale dell’Italia, infatti, vede in campo tre forze politiche in disaccordo tra loro, incapaci perfino di creare una maggioranza di governo – ha ironizzato ieri sera il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, durante la sua intervista a ‘Le Invasioni Barbariche’, parlando non di un governo di fiducia, ma di non-sfiducia.
Figuriamoci, quindi, se sarà facile individuare un nome condiviso che piaccia a tutti.

Il calendario delle votazioni è stato stabilito dalla Conferenza dei capigruppo di Camera e Senato.

Secondo una prassi consolidata, i primi a votare saranno i senatori a vita, poi i senatori. A seguire i deputati e infine i delegati regionali.

Lo spoglio delle schede elettorali sarà portato avanti da Laura Boldrini, Presidente della Camera, che, secondo la Costituzione è anche il Presidente del Parlamento in seduta comune.

 
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