Puglia, via libera al gasdotto Poseidon: oltre 1.900 km da Israele a Otranto

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Come riportato da Il Messaggero, c’è il via libera per far ripartire il progetto EastMed-Poseidon. Il gasdotto, parallelo al Tap, è autorizzato da più di dieci anni ma non è stato mai avviato. Con la situazione in Ucraina, il tema dell’approvvigionamento del gas è ormai diventato di fondamentale importanza. Rispetto al recente passato, infatti, è necessario diversificare le fonti.

Gasdotto (Immagine di repertorio)
Gasdotto (Immagine di repertorio)

Per questo motivo, il progetto EastMed-Poseidon è tornato in auge. Si tratta di più di 1.900 chilometri, gas pescato dal Bacino Levantino nel Mediterraneo orientale, tra Israele, Egitto e Cipro. 10-12 miliardi di metri cubi di gas all’anno che arriveranno fino a Otranto, poco più a sud (20 km) del Tap.

Gasdotto EastMed-Poseidon: c’è il via libera

Sul nuovo gasdotto, però, c’è il nodo sui tempi. Per completare il cantiere infatti, probabilmente ci vorrebbero tra i tre e i quattro anni. I lavori di costruzione, secondo l’ultima deroga all’autorizzazione del Ministro Cingolani, devono iniziare entro ottobre 2023 e terminare nel 2025.

Il progetto, come fanno sapere da Edison, tra i protagonisti nella realizzazione con Igi Poseidon e Depa, è stato “confermato tecnicamente ed economicamente fattibile“. Entro la fine dell’anno, inoltre, verranno terminate le attività di sviluppo e design, dopodiché ci sarà una decisione finale d’investimento. I contratti per la realizzazione – come riporta sempre il quotidiano – sono stati negoziati e potrebbero essere assegnati a breve. L’area d’approdo sarà bonificata e caratterizzata a breve.

Bellanova: “Puglia e Mezzogiorno come piattaforma logistica nazionale”

Sull’argomento è intervenuta anche Teresa Bellanova, viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, che ha dichiarato: “Ho sostenuto l’importanza strategica del Tap, e credo che altrettanta ne possa avere la realizzazione del Poseidon. Parliamo di una infrastruttura che potrà giocare un ruolo importante nella definizione della Puglia e del Mezzogiorno come piattaforma logistica nazionale, a patto di muoversi tutti quanti nella stessa direzione”.

Teresa Bellanova volto
Teresa Bellanova

“E qui vale la pena introdurre due considerazioni. La prima: non si dà un rinnovato ruolo all’Italia in questo scenario mediterraneo se non si recupera compiutamente il gap di sviluppo e di dotazione infrastrutturale. La seconda: non dobbiamo e non possiamo più permetterci il lusso della faticosa lentezza degli iter e dell’esecuzione delle opere”.