22 Ottobre 2021

Pubblicato il

Prima il malato

Prof. Bornoroni: l’Omeopatia è la medicina dolce che può curare tutto”

di Anna Mirabile
Con l'omeopatia il paziente viene trattato in una visione integrata. non per un organo malato, ma nei suoi aspetti psicologici e somatici
Omeopatia, la medicina dolce
Omeopatia, la medicina dolce

C’incamminiamo verso la quinta dimensione. Che lo si voglia accettare o meno andiamo incontro a una svolta epocale, lasciandoci dietro le anime del vecchio ‘continente’, ancorate al materialismo, al guadagno e all’ ambizione sfrenata in spregio del benessere altrui. Un certo modello sta per finire e proprio per questo si sta manifestando con rabbia, ferocia ed aggressione, tipiche di un mondo che avverte la propria fine.

Questa in sintesi la posizione di molti esperti di discipline simboliche fra cui Mariella Pocek, riflessologa e Arianna Mendo, astrologa e bionaturopata di altissima preparazione.

La quinta dimensione

Nella quinta dimensione si è consapevoli della consapevolezza. Non esistono paura, bisogno di sicurezza, mancanza di fiducia, ipocondria ed ego. Le energie femminili e maschili si uniscono e la luce prende il posto delle tenebre. La mente razionale gioca un ruolo minimo e tutto avviene senza sforzo. La Terra sembra pronta a fare un salto verso una frequenza più alta. Intolleranza, egoismo, prepotenza e odio non possono avere spazio nel nuovo parametro dove ci si relaziona con amore e rispetto fraterno verso uno stato di coscienza più elevato nel quale ci si cura con la vibrazione. Si avvicina il trionfo delle medicine dolci di cui l’omeopatia fa parte, diventando sempre più centrale.

Una medicina dolce

Per approfondire il suo ruolo abbiamo incontrato il Professor Corrado Bornoroni, Medico, Tossicologo, iridologo, chirurgo allopatico, grafologo ed esperto di omeopatia, una parte chiave della sua professionalità. Egli è anche il Presidente e Direttore dell’ Università Popolare “Aicto”, (www.aicto.it), Associazione No Profit con sede a Viterbo, che promuove la medicina olistica, la naturopatia e la grafologia. Il paziente viene trattato, non per un organo malato, ma nei suoi aspetti universali, psicologici, somatici in una visione integrata non più deterministica.

‘’L’omeopatia – ci spiega Bornoroni – combatte il paradigma esclusivo di medicina molecolare e si basa su informazioni che riguardano l’insieme della persona: non esiste la malattia, ma il malato. L’omeopatia agisce su un modello biofisico che riequilibra un’ alterazione elettromagnetica del tessuto. Il farmaco omeopatico ristabilisce l’armonia. Al contrario di quanto si creda è molto più rapida di un’endovena, ma deve essere individuato il principio necessario con assoluta precisione.’’

L’omeopatia cura tutto ?

‘’Si, a patto che la struttura su cui s’interviene non sia sfilacciata, carenziale, in fase degenerativa; se risulta integra il raddrizzatore d’onda offre risultati immediati‘’.

Si ricorre sempre più di frequente al cortisone. Può essere dannoso?

‘’Il cortisone è come il prezzemolo, si utilizza sempre, è un’ arma potentissima, comoda, ma che non cura; l’equivalente in omeopatia sono il veleno dell’ape, apis e Pumon Histamin , salvano anche da uno shock anafilattico. E’ chiaro che più un organismo è intossicato dai farmaci e meno velocemente risponde alla terapia. Come quando chi soffre di emicrania a forza di cachet, deve aumentare la dose.’’

Cosa consiglia per la prevenzione in questi tempi difficili?

‘’Va di moda la lattoferrina, ma fa accumulare il ferro, non si può somministrare per un periodo troppo lungo. La vitamina D è una molecola fondamentale per la salute, bastano 2 gocce tutti i giorni e dopo tre mesi va sospesa e poi assunta per altri cicli da 3. Suggerisco la rosa canina per la vitamina C, meglio di qualunque altro preparato chimico. Poi la medicina va personalizzata, ci sono un’infinita gamma di preparati antivirali che vanno prescritti alla singola persona’’.

Come vede il futuro?

‘’Trovo preoccupante il meccanicismo a cui s’ispirano le case farmaceutiche. Sono riuscite a bloccare in tutto il mondo un prodotto cardiologico come il Soludoro, un tonico molto potente, economico, che salva le vite. Un toccasana per gli anziani. Oggi è irreperibile. Lo stesso vale per alcuni colliri istologici contro le maculopatie. Introvabili. Non è un bel segnale’’.

Cosa ne dice dell’ Ivermectina per le cure anticovid?

‘’Sono farmaci pesanti, come l’idrossiclorochina per l’artrite remautoide, possono funzionare, ma c’è di meglio sul mercato‘’.

Possiamo nutrire la speranza di una rinascita?

‘’Giambattista Vico parlava di corsi e ricorsi storici. Ripetiamo sempre gli stessi errori. Come la manipolazione del coronavirus i cui effetti devastanti sono sotto agli occhi di tutti. Una pandemia globale e così infettiva non s’era mai vista, ci sono responsabilità evidenti, c’è la mano dell’uomo. Inoltre sto constatando che la risposta immunologica anticorpale ai sieri in commercio è bassissima negli anziani. Gli antidoti oltre a causare effetti avversi, offrono pochi benefici ai sistemi immunitari compromessi o rallentati. Il futuro è un’incognita. Per questo ho diplomato più di mille medici in simbiosi con l’allopatia e con l’omeopatia, attuate in modo più umano, clinico e non soppressivo, ma sollecitativo della risposta immunitaria e tessutale.”

La calligrafia di un individuo che aspetti ci svela della sua personalità?

‘’Ci rivela molti tratti morfologici, caratteriali , psicologici e pisicoaffettivi.

Simbolicamente la grafologia è paragonata ad una encefalografia,in quanto registrazione neurofisiologica del gesto grafico, sottomessa ad un oscillatore grafico, costituito dalla mano, che si muove seguendo dei parametri neurologici.

Questi impulsi di sensibilità arrivano tutti al sistema midollare del tronco encefalico. Poi vengono trasmessi alle zone superiori dove avviene l’elaborazione, attraverso “circuiti riverberanti”utili alla modulazione per fornire informazioni.

La modulazione spaziale del movimento è legata al cervelletto e ai circuiti detti di controllo dei fini movimenti delle mani, supercontrollori utili a valutare la forza con cui sollevare la penna (o un sasso).

La grafia non ha nessun intermediario, in quanto è una registrazione diretta e obiettiva delle sue funzioni cerebrali. La firma di una persona è il suo biglietto da visita’’.

 
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