17 Settembre 2021

Pubblicato il

Petizione online, no al pedaggio nell’anello ferroviario di Roma

di Redazione
I cittadini romani insorgono contro il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano

Il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) ha ricevuto il via libera della Giunta di Roma Capitale che lo ha approvato. Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio dell’Assemblea capitolina.

E i romani, intanto, insorgono: non ci stanno, all’ennesima tassa. Soprattutto considerando l’inesistente alternativa del mezzo pubblico. O peggio, l’inesistente attenzione alle piste ciclabili, che sovente sembrano delle giungle urbane.

Questi, sono tra i motivi che hanno portato alla nascita di una petizione online per dire ‘no’ al pedaggio sull’anello ferroviario, così come proposto da Marino ma già presente nel PGTU presentato da Improta mesi fa. “Affinché ci ripensino” – è questo l’auspicio di Federico Rocca, responsabile Enti Locali Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

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“Proprio per questo spero che tanti cittadini vorranno esprimere il loro dissenso per manifestare la netta contrarietà all’ennesima follia – continua Rocca – poiché si tratta di una scelta sbagliata sia per un aspetto economico che pratico. I romani sono stati già caricati di altri balzetti e di aumenti delle imposte, compresa la sosta tariffata che è passata da 1 € a 1,50 € con l’eliminazione dell’abbonamento. Inoltre l’anello ferroviario è un’area abbastanza estesa della città, pertanto, un provvedimento simile colpirebbe tutti i romani limitandone la mobilità sia per fini privati che lavorativi”.

La petizione (disponibile a questo link: http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46764) “rappresenta solo un primo passo, poiché qualora Marino e il centro sinistra dovessero insistere su questa strada, metteremo in campo altre iniziative, fino alla soluzione estrema di andare a rimuovere gli eventuali varchi. E’ ora di smetterla di giocare sulla pelle e sulle tasche dei romani, se in Campidoglio non sono in grado di far quadrare i conti si dimettano e tolgano il disturbo ma basta far pagare i cittadini” – conclude Rocca.

 
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