25 Febbraio 2021

Pubblicato il

Brutalmente uccisa

Palermo, non parla il fidanzato di Roberta Siragusa, ritrovata morta in un burrone

di Gaia Messina

Il fidanzato di Roberta Siragusa ha rilasciato delle dichiarazioni confuse e in parte contraddittorie. E' considerato il principale indiziato

Roberta Siragusa
Roberta Siragusa, un'immagine dal suo profilo Facebook

Domenica scorsa, 24 Gennaio, Roberta Siragusa, ragazza diciassettenne siciliana, è stata ritrovata morta in un burrone in provincia di Palermo, tra Monte San Calogero e Caccamo. È stato il fidanzato Pietro Morreale ad avvertire le forze dell’ordine e a indirizzarle verso il luogo del ritrovamento. Il giovane diciannovenne si è presentato in caserma insieme al suo avvocato e al padre e ha condotto i carabinieri fino al burrone in cui si trovava Roberta.

Il giovane ha subito rilasciato dichiarazioni confuse

È dubbia la posizione di Pietro, fidanzato di Roberta. Sarebbe stato lui a ucciderla? Il ragazzo ha rilasciato delle dichiarazioni confuse e in parte contraddittorie. Sebbene il giovane sia stato trattenuto in caserma e sia considerato il principale indiziato, il suo avvocato Giuseppe Di Cesare però sostiene che “Non ha fatto alcuna confessione. E al momento non c’è alcun provvedimento nei suoi confronti.”

Arriva il fermo per Pietro

La mattina del 25 Gennaio, Pietro Caccamo è stato fermato per l’omicidio volontario e occultamento di cadavere della fidanzata Roberta Siragusa. La conferma del fermo arriva da Ambrogio Cartosio, procuratore della Repubblica di Termini Imerese.

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Il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere ma al momento si trova in carcere a Termini Imerese poiché le indagini hanno rilevato delle incongruenze in quanto raccontato.

La festa di sabato sera

È sabato sera, un sabato che avrebbe dovuto essere diverso dato il coprifuoco, ma che Roberta e Pietro hanno trascorso con gli amici, incuranti delle regole. Fiumi di alcool scorrono e Pietro fa una scenata di gelosia a Roberta, l’ennesima scenata. I due avrebbero poi lasciato la festa e, secondo quanto raccontato dagli amici agli inquirenti, sarebbero saliti in macchina senza rivolgersi la parola.

Ma cosa è successo dopo?

Bisogna chiarire cosa sia accaduto tra mezzanotte e le 9:30 del giorno successivo, quando Pietro fa ritrovare il corpo della ragazza. I carabinieri erano già stati allertati della scomparsa della ragazza alle 6:30, dalla madre che non l’ha trovata in casa una volta svegliatasi.

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Il corpo di Roberta è stato recuperato grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Sul corpo della ragazza sono state rinvenute diverse ustioni, forse per via di un tentativo di darle fuoco per sbarazzarsi del cadavere e renderlo irriconoscibile. Il corpo è stato trasportato all’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo e nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia.

Parla l’avvocato della famiglia Siragusa

“Vogliamo la verità per un gesto così crudele”. Dice Giuseppe Canzone, legale della famiglia Siragusa. “La famiglia è scioccata ed incredula. I genitori ed il fratello di Roberta, chiedono giustizia e si affidano agli inquirenti, perché ci sia verità, per un gesto così crudele e atroce. È tanta la disperazione, ringraziamo l’Arma dei Carabinieri, che ha pure disposto un servizio di assistenza psicologica”.

Lutto cittadino a Caccamo

Proclamato il lutto cittadino fino al giorno del funerale di Roberta. Tutto il paese è sotto shock. Il sindaco, dopo aver fatto visita alla famiglia Siragusa ha rilasciato una dichiarazione: “Sono stato a casa della ragazza Ho incontrato i genitori. Per Caccamo è un giorno tristissimo. Questa notizia ha sconvolto tutti. Conosco entrambe le famiglie. Sono tutte e due dedite al lavoro e i genitori hanno sacrificato tutta la loro vita per far crescere in modo onesto e leale i loro figli”.

E poi aggiunge “Roberta non sarà dimenticata. Il 24 gennaio resterà una data tristissima per il nostro comune. A Caccamo abbiamo affrontato il tema del femminicidio, un’associazione si occupa di violenza sulle donne e una panchina rossa è stata installata davanti alla villa comunale come simbolo contro il sangue versato”.

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