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10 Agosto 2022

Pubblicato il

Nuova stretta Reddito di cittadinanza: perdita del diritto dopo il rifiuto di offerte da privati

di Cristina Accardi
Nuova restrizione reddito di cittadinanza. Perderà il sussidio anche chi rifiuterà un'offerta di lavoro congruo da un privato
Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza

Nuova stretta per il reddito di cittadinanza. Sempre nell’ottica di risolvere il problema della carenza di manodopera, soprattutto nel settore turistico e ricettivo, anche il rifiuto di un’offerta lavorativa congrua data da un datore privato porterà alla perdita del beneficio.

La modifica è frutto di un emendamento figlio di altri identici precedenti, ma riformulati. Il centrodestra poi in definitiva ha stipulato quello definitivo, tuttavia, rifiutato dal M5S. Il Partito Democratico, invece, si è allineato con il Governo votando a favore della nuova norma.

Reddito di cittadinanza

Nuova norma Rdc: addio al sussidio anche con il “no” a lavori da privati

Secondo il nuovo emendamento avanzato dai partiti del centrodestra come Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, e Forza Italia, coloro che rifiuteranno un’offerta lavorativa congrua anche da un datore di lavoro privato saranno privati dall’agevolazione.

Secondo la restrizione, il beneficiante è obbligato ad accettare almeno una di tre proposte ricevute, come è previsto dal Patto per il Lavoro, ossia il Patto di inclusione sociale. Al momento del rifiuto da parte del beneficiario, il datore può comunicarlo al centro per l’impiego ai fini della decadenza. Seppure la restrizione sia già entrata in vigore, spetta ancora al ministero del Lavoro definire con un decreto le modalità di comunicazione e di verifica della mancata accettazione dell’offerta congrua.

Perdita del diritto al reddito di cittadinanza

Questa norma si aggiunge ad altre restrizioni già presenti tra le condizioni che portano alla decadenza del Reddito di cittadinanza.

Infatti, la perdita del sussidio è prevista anche quando uno dei componenti del nucleo familiare non dichiara l’immediata disponibilità al lavoro, o se non aderisce a progetti utili alla collettività nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti.

Inoltre, oltre al rifiuto di nessuna delle tre offerte congrue ricevute, a far perdere il beneficio c’è anche la non accettazione della prima offerta lavorativa dopo il suo rinnovo.

Le altre direttive e restrizioni sono consultabili sul sito ufficiale sul reddito di cittadinanza del Governo.  

 

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