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Nuje, il nuovo album di Gigi D’Alessio che racconta la vita reale: “Basta violenza nelle canzoni”

Gigi D’Alessio presenta “Nuje”, album che punta sulla vita reale contro l’ostentazione social, invitando i giovani a ritrovare valori autentici

Gigi D'Alessio

Gigi D'Alessio

Il nuovo album di Gigi D’Alessio, “Nuje”, è appena uscito con una promessa precisa: riportare al centro la vita autentica in un periodo dominato da finzioni digitali, inseguimento di status e immagini patinate che cancellano ciò che è quotidiano. Il cantautore napoletano in una intervista al Corriere della Sera definisce questo disco come un racconto di sentimenti vissuti senza filtri, dove trovano spazio amori felici, amori difficili, legami con la propria identità e quel bisogno sempre più raro di guardarsi davvero per ciò che si è. Un lavoro che nasce da osservazioni sul presente e da una presa di posizione artistica che parla a un pubblico largo, dai più giovani ai fan che lo seguono da decenni.

“Nuje” di Gigi D’Alessio mette al centro la vita reale: significato e visione del nuovo album

Per D’Alessio “Nuje” è un richiamo diretto a un modo di stare al mondo che sembra essersi indebolito. Sottolinea come molti, pur di mostrarsi migliori, ricorrano a contenuti che non corrispondono alla quotidianità. Una tendenza che, ribadisce, nasce da una dipendenza da modelli imposti dai social, dove tutto deve sembrare perfetto. Il cantautore osserva che anche la soglia dell’attenzione si è ridotta a pochi secondi e che questo spinge persone di ogni età a inseguire continui stimoli, sacrificando la genuinità. “Nuje”, afferma, tenta di ristabilire un contatto con ciò che è autentico.

Valori da recuperare: il ruolo degli artisti secondo D’Alessio

Nel suo ragionamento emerge un appello forte rivolto soprattutto ai più giovani. D’Alessio spiega che molti artisti raccontano situazioni personali drammatiche che non rispecchiano la loro storia, seguendo un trend che vede in primo piano violenza, ostentazione di ricchezza o immagini forzate. Sostiene che sarebbe utile puntare su contenuti che aiutino a riscoprire valori concreti, perché bambini e preadolescenti guardano a certi musicisti come fossero modelli assoluti. Il cantautore insiste sul fatto che non servono eroi inventati, ma figure capaci di trasmettere esempi positivi. E aggiunge che, proprio per questo, la musica può diventare un mezzo potente per raccontare senza ferire.

Autotune, nuove generazioni e trasformazioni del linguaggio musicale

Il legame con gli artisti emergenti è un altro tassello importante del suo pensiero. D’Alessio racconta di aver studiato le tecniche delle nuove generazioni, compreso l’uso dell’autotune, valutandolo come un semplice effetto sonoro che in alcuni casi aiuta chi ha difficoltà d’intonazione. Ricorda di averlo provato senza ottenere risultati convincenti, ma ribadisce che non ha senso condannare un elemento ormai comune in tutto il mondo. Il suo invito è quello di approfondire la musica in tutte le sue forme: conoscere armonia, strumenti e voce permette di muoversi liberamente anche dentro i linguaggi più moderni. Questo consiglio vale anche per suo figlio, LDA, che sta seguendo un percorso personale nel rap.

L’Intelligenza artificiale come tema sensibile per la musica del presente

Un punto su cui il cantautore si mostra molto attento è l’uso dell’Intelligenza artificiale. Ammette di considerarla un elemento che necessita regolamentazioni chiare, tanto da aver portato questa preoccupazione al Parlamento Europeo. Non si tratta, afferma, di rifiutare l’innovazione, ma di salvaguardare creatività e identità artistica. Sottolinea che la tecnologia può diventare pericolosa se non controllata, soprattutto in un settore come quello musicale dove riconoscibilità e autenticità rappresentano pilastri fondamentali.

Il napoletano come lingua viva: la centralità del dialetto in “Nuje”

Nel disco la lingua prevalente è il napoletano, scelta che nasce in modo istintivo durante la scrittura. D’Alessio racconta come per anni quel dialetto sia stato visto con sospetto, tanto che le sue prime canzoni venivano giudicate con sufficienza. Oggi la situazione è cambiata radicalmente: il successo di molti artisti campani, Geolier in testa, dimostra che il napoletano è percepito come una lingua moderna, ricca e perfettamente integrata nella musica nazionale. Questa nuova vitalità, secondo il cantautore, potrebbe persino riportare in vita lo storico Festival di Napoli, fermo dal 1971.

Tour, collaborazioni e un presente che guarda avanti

In vista dell’uscita di “Nuje”, D’Alessio si prepara a un tour che da marzo passerà in varie città italiane, con dieci appuntamenti conclusivi a giugno nella Reggia di Caserta. A questo progetto si lega anche l’unico featuring dell’album, “Diamanti e oro”, insieme a Jovanotti e Khaled. Il cantautore considera la collaborazione come un segnale di apertura e afferma che musicisti e culture diverse possono incontrarsi con naturalezza, dando vita a qualcosa di nuovo senza perdere identità.

Un bilancio personale: serenità, famiglia e orgoglio per un percorso costruito passo dopo passo

Guardando alla propria carriera, D’Alessio si dice soddisfatto: non ha rimpianti, si sente circondato dall’affetto dei figli e della compagna, e percepisce un riconoscimento che in passato sembrava difficile ottenere. Ricorda che per molto tempo i napoletani hanno dovuto superare ostacoli anche culturali, ma oggi vedere la lingua della sua città protagonista in radio e tv rappresenta un motivo di orgoglio. Una soddisfazione che, unita ai nuovi progetti discografici, conferma la volontà di continuare il proprio percorso puntando su sincerità e legami reali.