08 Marzo 2021

Pubblicato il

“Non essere cattivo” di Claudio Caligari

di Redazione

Racconto onirico del film che rappresenterà l’Italia agli Oscar 2016

“Siamo in paradiso, Vittò!”.

La sabbia bianca entra nella testa, rapisce il cervello e prende il controllo: paradiso artefatto. La realtà si mischia a fantasia perversa e le pupille sgranate vagano nella notte. L’eccitazione è violenza e l’incoscienza abbraccia la presunzione. La vita si ferma, riducendosi ad una giornata di sprechi e mancanze, mentre i demoni camminano tranquilli, sorridendo di un sorriso agghiacciante che ruba il tempo e i sogni. La droga ti mangia. Affanno e stanchezza dondolano tra grida soffocate e sussulti. Esistenza senza futuro. La droga ti ingoia. I sentimenti appiattiscono e il cuore si nasconde.

Sei cattivo perché non hai scelta.

Vittorio e Cesare sono due fratelli dell’anima con due anime diverse ma con la stessa storia, intrappolati in un quadro sbiadito. Sono impulsivi, agiscono in fretta e non si fermano mai altrimenti rischierebbero di fermarsi a pensare e i pensieri porterebbero solo altre illusioni: non ci si può concedere questo lusso quando non si hanno alternative.

Ma poi arriva un giorno in cui qualcosa ti scuote e una mano invisibile ti tira su dal mucchio di facce sfocate e confuse. Se ti blocchi davanti a uno specchio e quello che vedi ti sconvolge, se arrivi a negare quel viso, a vergognartene e a sputare contro il vetro, vuol dire che quel giorno è arrivato e finalmente ricominci a respirare a pieni polmoni. Ti concedi una via di fuga, una possibilità.

Proviamo così a salvarci a vicenda per non perderci da soli, ma la speranza non raccoglie tutti indistintamente. Alcuni non si lasceranno afferrare e potrai solo guardarli da lontano, altri semplicemente rimarranno attaccati alle loro paure.

Ma la giostra non smette mai di girare e tu andrai avanti, e con te i tuoi ricordi. Ricordi vivi, ricordi in bianco e nero, lucenti o sbiaditi, ricordi chiusi in una borsa lasciata in un armadio. 

Però, ogni volta che partirai la porterai con te e, viaggio dopo viaggio, sarà sempre più leggera.

 
 
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