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31 Ottobre 2020

Pubblicato il

Il Governo alla prova dell’Aula

Nadef, il Ministro Gualtieri: “Taglio alle tasse e assegno unico per i figli”

di Mirko Ciminiello

Il titolare dell’Economia illustra la cornice della Manovra, che prevede anche riforma dell’Irpef e sgravi per il Sud. Sul voto in Senato c’è però l’incognita degli onorevoli in quarantena

mes pandemico: roberto gualtieri
Il Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri

Con la metà di ottobre ormai incipiente, si avvicina a larghi passi la scadenza “europea” della Nadef – contestuale a quella del Recovery Plan. Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si è dunque presentato in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Dando delle anticipazioni importanti sulla roadmap che il Governo rosso-giallo intende seguire. Una volta superata la prova dell’Aula, ça va sans dire.

La Nadef e la prova dell’Aula

Mercoledì 14 ottobre, giorno del giudizio. Per la Nota di Aggiornamento al Def, si intende. È infatti la data in cui il Parlamento inizierà la discussione del provvedimento che anticipa la Manovra. Il voto, previsto per giovedì, soprattutto a Palazzo Madama potrebbe riservare sorprese – per quanto l’eventualità sia poco probabile.

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La maggioranza rosso-gialla deve infatti fare i conti con le assenze degli onorevoli positivi al Covid-19 o in isolamento fiduciario. Un problema che si era già presentato la settimana scorsa, quando a Montecitorio era mancato per due volte il numero legale. In quel caso si erano equiparati i deputati in quarantena a quelli in missione per abbassare il quorum. Per la Nadef, però, occorre la maggioranza assoluta in entrambe le Aule: vale a dire 316 sì alla Camera e 161 al Senato.

A Montecitorio, attualmente, sono una quindicina le defezioni che si registrano nella maggioranza, che però è sufficientemente salda da non temere scossoni. Discorso diverso per la Camera Alta, dove i numeri sono più risicati e anche i cinque senatori che al momento marcherebbero visita potrebbero risultare decisivi.

Non a caso, tutti gli esponenti governativi che sono anche parlamentari sono stati “precettati” in modo da garantire la propria presenza in Aula. E, secondo indiscrezioni, i probiviri del M5S avrebbero congelato auto-processi ed eventuali espulsioni per questo stesso motivo.

In ogni caso, il bi-Premier Giuseppe Conte ha ostentato sicurezza. «I numeri ci sono, la maggioranza è coesa» ha assicurato. Anche perché un aiuto potrebbe arrivare dal Gruppo Misto, così come dai centristi. L’azzurra Paola Binetti, per esempio, ha affermato che, pur essendo orientata a votare no, se fosse in gioco la caduta dell’esecutivo si turerebbe montanellianamente il naso.

Un tempo li si chiamava voltagabbana, ora sono diventati “responsabili”. Governo che vai, usanza che trovi.

I contenuti della Nadef

Nel frattempo, il Cancelliere dello Scacchiere ha illustrato la cornice della Nadef, che prevede un calo del 9% del Pil per il 2020. Una stima, che in caso di «aumento molto forte dei contagi con restrizioni in Europa molto marcate», potrebbe peggiorare – ma non oltre il -10,5%.

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L’Italia dovrebbe tornare quindi a crescere gradualmente, del 6% nel 2021, 3,8% nel 2022 e 2,5% nel 2023. «Andamento che consentirà di ritornare a livelli pre-Covid nel terzo trimestre 2022» ha spiegato il titolare di via XX Settembre.

In ogni caso, «la maggiore espansione di bilancio non significa aumento delle tasse», che nel 2021 addirittura «si ridurranno». Questo grazie soprattutto all’estensione «annuale della riduzione del cuneo fiscale, che quest’anno è partita a luglio», e alla fiscalità agevolata per il Sud. Inoltre, si sta «valutando un ulteriore prolungamento della moratoria sui crediti» per le imprese «che scade attualmente il 31 gennaio».

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Nella stessa direzione va anche la riforma dell’Irpef, da realizzare nel prossimo triennio, ma col modulo principale che dovrebbe essere «operativo dal 1° gennaio 2022». Obiettivo 2021 invece per l’assegno unico per i figli, un contributo mensile alle famiglie a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al ventunesimo anno di età.

Al momento, si parla di un versamento fino a 200 euro al mese per figlio, che può raddoppiare in caso di disabilità. L’importo verrà comunque calibrato in base a tre fasce di reddito, e sarà accresciuto dal terzo figlio in poi. Dimagrirà invece al compimento dei 18 anni, quando il sussidio potrà essere intascato direttamente dal figlio ormai maggiorenne.

L’ombra del Recovery Fund

Su tutte queste misure grava l’ombra del Recovery Fund, il mitologico Fondo per la Ripresa su cui il Governo Conte ha basato circa metà della Nadef. E che, tuttavia, è ben lungi dall’essere una prospettiva concreta, come raccontavamo qualche giorno fa.

Eppure, il titolare del Mef ha garantito che lo scostamento di Bilancio si avrà in virtù di un incremento del deficit. Viene da chiedersi se lo sappiano anche a Bruxelles.

In caso affermativo, dobbiamo riconoscere che i provvedimenti sembrano andare nella direzione giusta, almeno in linea di principio. Qualunque sostegno alle famiglie e ai lavoratori, qualunque riduzione delle imposte non può che portare giovamento ai cittadini, e quindi all’economia.

Resta, per ora, il nodo delle coperture – ed è un nodo non da poco. Tuttavia, ci auguriamo vivamente che Gualtieri dissipi qualsiasi dubbio e concretizzi il piano finanziario che ha esposto. E noi, da cui spesso sono partite critiche al suo indirizzo, saremo i primi a dirgli, di tutto cuore: bravo, Ministro!

 
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