06 Maggio 2021

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Roma Municipio XII, il Consiglio dice no alla cartellopoli abusiva

di Redazione

Votata all'unanimità una proposta di risoluzione avente ad oggetto la 'Cartellopoli' e il ripristino del decoro

Approvata all’unanimità dal Consiglio del Municipio XII la proposta di risoluzione avente ad oggetto la ‘Cartellopoli’ e il ripristino del decoro nel Municipio stesso. “Abbiamo evidenziato come Roma e il nostro Municipio non possano più aspettare una regolamentazione (Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari – PRIP, ndr) che tarda ad arrivare dal 2008, per effetto della mancata approvazione del PRIP allora e per effetto della sanatoria dell’abusivismo” – dichiara Fabio Bomarsi, consigliere e capogruppo PD del Municipio XII. La mancata regolamentazione e la sanatoria dell’abusivismo, secondo Bomarsi, hanno “fatto diminuire gli introiti per Diritti sulle pubbliche affissioni da 750.000 del 2007 a 279.539,60 nel 2012, nonostante il proliferare dei cartelloni”.

“A fine 2014 scadranno tutte le concessioni pubblicitarie di Roma – spiega ancora Bomarsi, secondo cui – senza il nuovo PRIP sarà ancora una volta caos e degrado. Già ora ci sono 5.000 impianti da togliere in quanto ‘senza scheda’ di cui 380 solo nel nostro Municipio. Questi impianti, a causa delle scarse risorse umane e finanziarie del Comune di Roma, rischiano di continuare a guadagnare senza che nessuno sia in grado neanche solo di oscurarli”. Per questo, “da qui a fine 2014 chiediamo che aumentino le risorse destinate a tale fondamentale funzione per una Capitale europea, che aumentino controlli e abbattimenti, funzioni che possono e debbono venir finanziate dall’aumento, già previsto dai regolamenti, delle sanzioni erogate solidalmente al pubblicitario e al soggetto pubblicizzato che, fino ad ora, sono sempre state al minimo di 419 euro, mentre, in caso di accertata recidiva, la sanzione può arrivare sino ad oltre 13.000 euro”.

Per questi motivi, nella seduta del Consiglio del Municipio XII di ieri, martedì 8 aprile, è stata votata la proposta di risoluzione sulla ‘Cartellopoli’.

“A gennaio 2011, l’indagine svolta dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma quantificava in 242.000 mq. circa la superficie espositiva totale, derivante sia dagli impianti pubblicitari installati in maniera del tutto abusiva che da quelli registrati nella Nuova Banca Dati del Comune nella quale, inoltre, sono censiti sia gli impianti che fanno parte del cosiddetto “riordino” contraddistinti nelle tre schede “R” (per rinnovo della loro concessione), “S” o “SPQR” (per il rinnovo della concessione di locazione) e “ES” (per impianti installati senza aspettare il rilascio del titolo) quanto gli impianti senza scheda in quanto installati dopo la procedura di riordino per lo più abusivamente ed autodenunciati”.

Questo è quanto si spiega nella proposta di risoluzione. Il documento, specifica anche che “con deliberazione n. 425 del 13 dicembre 2013 la Giunta Capitolina ha stabilito che gli impianti qualificati nella Nuova Banca Dati di tipo c.d. ‘senza scheda’, ivi compresi quelli del ‘circuito cultura e spettacolo’ dovranno essere rimossi, previa diffida, a cura e spese dei proprietari entro (90) novanta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, pena l’applicazione delle sanzioni previste negli articoli 31 e seguenti del vigente Regolamento di Pubblicità (deliberazione Consiglio Comunale n. 37/2009)”.

“Per numerosi impianti del ‘riordino’ – recita ancora la proposta di risoluzione – sono state rilasciate concessioni e contratti di locazione prima della imposizione non solo dei vincoli paesaggistici a tutela dei quali è stato successivamente prescritto il divieto assoluto di installazione di impianti pubblicitari, ma anche e soprattutto delle distanze minime prescritte dal Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495/1992”. Inoltre, “molti dei suddetti impianti risultano essere stati installati a seguito di dichiarazioni dei rappresentanti legali della ditte pubblicitarie con allegate asseverazioni di tecnici abilitati e per di più registrati nella Nuova Banca Dati per semplice “COMUNICAZIONE DELLA SOCIETÀ”, senza che sia stata svolta alcuna istruttoria sulla loro legittimità neanche dopo l’avvenuta reistallazione in ‘posizioni di rendita’ ben più vantaggiose per le ditte che intendono conservarle in tutti i modi”.

Tuttavia, “con deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981 è stata individuata a scopo di salvaguardia un’area urbana perimetrata entro cui é vietata la installazione di impianti pubblicitari di dimensioni superiori a mq. 6,00 (vale a dire cartelloni di mt. 3 x 2), che ciò nonostante sono stati installati ugualmente in numero considerevole. All’interno della suddetta area urbana perimetrata ricade una porzione del XII Municipio dove occorre accertare e quantificare l’eventuale installazione di impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 o di dimensioni comunque superiori a mq. 6,00. All’interno del XII Municipio ricade il parco pubblico di Villa Doria Pamphili, dove ai sensi della lettera c) del 1° comma dell’art. 18 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009 è vietata la collocazione di impianti anche nelle vie che delimitano il suo perimetro. All’interno del XII Municipio ricadono altresì le riserve naturali della Valle dei Casali e della Tenuta dei Massimi gestite dall’Ente Roma Natura che vi ha individuato installati rispettivamente 21 e 35 impianti pubblicitari di cui con nota prot. n. 4546 del 14 settembre 2010 l’allora Direttore dott. Stefano Cresta ha chiesto l’immediata rimozione a tutt’oggi non avvenuta”.

Considerato che “gli impianti cd senza scheda censiti nel Municipio XII sono circa 380 – si legge ancora – e che, ai sensi della deliberazione n. 425 del 13 dicembre 2013 della Giunta Capitolina, dovrebbero essere rimossi dalla loro attuale sede o comunque oscurati”, ma, viste “le esigue risorse umane e tecniche dei Municipi e del Comune”, “in assenza di efficaci interventi da parte dell’amministrazione si rischia, per un periodo di almeno 9 mesi (da aprile a fine dicembre 2014), di consentire, per inerzia o per impossibilità ad intervenire, il protrarsi di situazioni di illegalità e di illeciti guadagni alle spalle della legge e della collettività”, si chiede al presidente del Municipio XII di creare, l’istituzione, a livello Municipale, di “un apposito nucleo di vigilanza in grado di intervenire tempestivamente, anche e soprattutto, per ciò che riguarda la rimozione di impianti pubblicitari illegali” e di richiedere “all’Ufficio competente del Comune di Roma l’estratto della Nuova Banca Dati relativo a tutti gli impianti che risultano installati nel XII Municipio, l’elenco di quelli che risultino installati all’interno di aree naturali protette e comunque in zona vincolata”.

Si chiede inoltre di verificare se, “per i rimanenti impianti pubblicitari del riordino, sia stato pagato regolarmente il Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) per le annualità 2010, 2011, 2012 e 2013” e, “qualora risultassero inadempienze di pagamento del CIP per i rimanenti impianti pubblicitari del riordino e che per detta inadempienza avessero il titolo autorizzativo definitivamente scaduto dal 31.12.2009”, venga sollecitato il “ responsabile della Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità” o, in alternativa, i titolari di tali impianti, a “rimuovere gli stessi”, anche attraverso una “rimozione forzata d’ufficio in caso di inadempienza da parte della ditta ad effettuare tale rimozione entro 10 giorni dalla notificazione, anticipandone le spese (comunque da rimborsare con ordinanza del Prefetto) con gli incassi delle sanzioni comminate se necessario anche al pubblicizzato, senza utilizzare in tal modo le entrate correnti del bilancio comunale, evitando così l’eventuale censura di distrazione di fondi pubblici”.

 
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