Metro C. Il Consorzio: “Ritardi colpa dell’amministrazione”

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Il consorzio Metro C passa la palla esclusivamente nelle mani dell’amministrazione, del presente e del passato, di Roma Capitale: i vertici del consorzio dichiarano che se ci sono stati “degli allungamenti nei tempi” questi sono stati “dovuti essenzialmente alle varianti, 45 in tutto, ordinate dall’amministrazione e quindi per fatti indipendenti dalla volontà del costruttore”.

A parlare è Franco Cristini, presidente del consorzio Metro C e della Vianini Spa, controllata dalla holding Caltagirone Spa. “Il contraente generale ha subito le conseguenze (delle varianti, ndr) sia sul piano numerico che economico. Queste varianti sono costate poco più di 300 milioni di euro con una significativa incidenza anche sui tempi di realizzazione. Tra le varianti più significative quella che riguarda la stazione di San Giovanni: nel progetto iniziale si doveva arrivare passando sopra la linea A, ma visti i ritrovamenti archeologici e quanto stabilito dalla Sovrintendenza si è cambiato il progetto, e ora da Lodi a San Giovanni si passa sotto la A”, dice Cristini.  

Cristini punta il dito anche contro i “finanziamenti sempre spezzettati e in ritardo”, nonostante il generacl contractor debba accollarsi l’onere e l’onore del completamento dell’opera, pur vedendosi garantiti i pagamenti. E poi sottolinea che “oggi siamo in una situazione finanziaria molto grave: Metro C ha fatture emesse e non pagate per un importo molto rilevante di 132 milioni di euro, oltre a 57 milioni di mancata contrattualizzazione di lavori ordinati e già eseguiti. Ci stanno mettendo in una situazione di difficoltà finanziaria insostenibile che si riflette anche su tante grandi, piccole e medie imprese che lavorano con noi”.

Per quanto riguarda “il contratto originario”, viene ricordato da Fabio Giannelli, amministratore delegato del consorzio, che questo “prevedeva la realizzazione della linea da Pantano a Clodio/Mazzini, ma il tratto da piazza Venezia a Mazzini non è oggetto in questo momento di finanziamento. I lavori sono stati disposti solo fino ai Fori Imperiali, e l’amministrazione ci ha messo 4 anni a finanziare la parte da San Giovanni ai Fori. La progettazione dopo Venezia è stata sospesa 5 anni fa, quello che avverrà dopo è nelle mani dell’amministrazione” che, se “decide di terminare la linea ai Fori, da quel momento non può andare a rimetterla in gara, ma ce lo devono dire. Noi vorremmo conoscere le intenzioni dell’amministrazione per poter organizzare le nostre attività”.

“Noi come stabilito – aggiunge a questo proposito Cristini – abbiamo iniziato a redigere il contratto per il tratto oltre i Fori Imperiali, ma circa 5 anni fa amministrazione sospese la progettazione per evidenti motivi di mancanza di finanziamenti, e da allora il progetto è sospeso. A noi a oggi è stato richiesto il progetto definitivo per il prolungamento della linea solo fino alla stazione Venezia. Noi seguiamo quello che ci viene ordinato, ma prima, in base a una norma del 2013, dall’amministrazione ci è stato chiesto di progettare Venezia come fosse un capolinea, poi dopo un cambio di norma nel corso del 2014 ci è stato ordinato di prevederla come stazione passante, e a dicembre 2014 quindi abbiamo consegnato il nuovo progetto”.

Quindi Cristini ribadisce che “quest’opera è finanziata ad oggi fino a Colosseo-Fori Imperiali, e il costo complessivo è di poco inferiore a 3 miliardi di euro (2,970 miliardi). Questo significa poco meno di 140 milioni a chilometro”. Ed ecco il confronto: “A Parigi per una linea metro di questo tipo si è pagato 220 milioni di euro al chilometro”, conclude il presidente del consorzio Metro C.