29 Settembre 2021

Pubblicato il

Manifestanti curdi tentano irruzione a Montecitorio

di Redazione
Stop all'Isis sostenuto dalla Turchia e dai capitalisti, vogliamo far sentire la nostra voce

"Dovevamo fare una sorpresa, altrimenti qui chi sente la nostra voce? Nessuno sente la nostra voce". "Noi vogliamo solo difendere i nostri territori dall'Isis e urliamo slogan contro la Turchia perché la Turchia sostiene l'Isis. Noi curdi vogliamo essere liberi, non vogliamo essere attaccati: siamo oltre 50 milioni, non abbiamo il diritto di vivere come tutti gli altri?". Sono le dichiarazioni che uno dei manifestanti curdi che stamane hanno provato a fare irruzione a Montecitorio ha rilasciato all'ANSA. 

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Una cinquantina di manifestanti curdo-siriani hanno provato infatti questa mattina ad irrompere alla Camera dei Deputati, tentando di sfondare l'ingresso principale. I manifestanti sono stati bloccati dai commessi e dalle forze di polizia intervenute sul posto. Non si sono registrati particolari incidenti ma nel caos iniziale un'aviere di picchetto è rimasta lievemente contusa.

"La maggior parte di noi vive e lavora in Italia. Siamo tutti curdi ma veniamo da diversi Paesi: Siria, Turchia, Iraq", continua Said, intervistato dall'Ansa. "Io sono qui da quindici anni, ho anche due figli che sono italiani. Oggi sono qui con alcuni amici per cercare di far sentire la nostra voce e per chiedere all'Italia di aiutarci".

La richiesta dei manifestanti è quella di parlare con il ministro degli Esteri italiano. La folla che ha preso d'assalto Montecitorio portava con sé bandiere con l'effige di Ocalan, guerrigliero del PKK (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, ndr) e bandiere inneggianti alla resistenza della città siriana di Kobane, al confine con la Turchia, assediata dall'Isis. I manifestanti comunque negano di appartenere al PKK, nonostante i simboli sulle bandiere: "Noi siamo curdi, apparteniamo al popolo curdo e basta. Apparteniamo a tutti quelli che vogliono difendere i diritti e il popolo curdo".

L'Italia è, inoltre, uno dei paesi che sta fornendo armi ai guerriglieri curdi, i peshmerga, per combattere contro l'Isis in Iraq. Quello che i manifestanti hanno voluto denunciare stamane è il presunto sostegno dei "capitalisti" e del presidente turco Tayyp Erdogan all'Isis. Intanto dal carcere lo storico leader del PKK Abdullah Ocalan, proprio sull'assedio di Kobane, dove sono in corso duri scontri fra curdi e jihadisti, ha fatto sapere che se la città curdo-siriana finirà in mano all'Isis rischierà di saltare il processo di pace fra i curdi ed il governo di Ankara. 

Intanto il questore della Camera dei deputati Stefano Dambruoso ha ricevuto una delegazione in rappresentanza dei curdi-siriani che stanno manifestando a piazza Montecitorio. "Era importante, ha spiegato il questore, ricevere le loro proteste contro l'Isis e contro il terrorismo che stanno uccidendo la loro gente. Ho confermato l'impegno del nostro Paese contro la violenza e il terrorismo", si legge in una nota diffusa dalla Camera dei Deputati.

*Fonte foto: AdnKronos

 
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