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27 Novembre 2021

Pubblicato il

La fine di un'era

L’ultima di Valentino Rossi: la festa d’addio di una leggenda dello sport italiano

di Enrico Salvi
Con l'arrivo sul traguardo di Valencia si chiudono 26 anni di carriera di un uomo che ha cambiato il suo sport ed è diventato un mito nazional-popolare. I numeri e i segreti de "Il Dottore"
Valentino Rossi celebrato dai tifosi al termine della sua ultima gara della carriera
Valentino Rossi celebrato dai tifosi al termine della sua ultima gara della carriera

Ore 14:42 del 14 novembre 2021. 9361 giorni dopo la prima volta in pista (29 marzo 1996) si chiude la carriera di Valentino Rossi nel Motomondiale. Il 10° posto finale a Valencia, seconda miglior gara stagionale, ha messo fine ad un’era: più di un quarto di secolo con Il Dottore protagonista. Una leggenda dello sport a due ruote, che ha unito il mondo in un tifo trasversale ed ha cambiato le regole della disciplina.

I numeri di Valentino Rossi

La grandezza di un campione non la si piò vedere solo dai freddi numeri, ma sono un buon punto di partenza:

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Stagioni26
Titoli Mondiali9
Gare disputate432
Vittorie115
Podi235
Pole position65
Giri veloci96
Punti ottenuti6357

I numeri che ne fanno il pilota più vincente della storia dietro a Giacomo Agostini, protagonista e leggenda del motociclismo degli anni ’60 e ’70, e Angel Nieto. Innumerevoli i record infranti negli anni, soprattutto quelli di longevità, con i nove titoli mondiali conquistati in quattro classi diverse: 125 (1997), 250 (1999) e 500 (2001) diventata MotoGP (2002, 2003, 2004, 2005, 2008, 2009), con i titoli sfiorati nel 2006 e nel discusso 2015. Ma oltre ai mondiali rimangono i sorpassi, le vittorie più belle negli occhi degli appassionati (il sorpasso all’ultima curva a Barcellona 2009, quello al cavatappi di Laguna Seca 2008). Dominatore degli anni ’10, ma competitivo in quattro decenni diversi (1990, 2000, 2010, 2020). Un solo grande rimpianto: non essere stato vittorioso nel biennio 2011-2012 in sella alla Ducati.

Personaggio amato e odiato, sempre se stesso senza compromessi

Risultati di valore assoluto, resi memorabili dagli avversari incontrati, affrontati e spesso battuti in questi 25 anni. Con Max Biaggi, Sete Gibernau, Nicky Hayden, Casey Stoner, Jorge Lorenzo, Marc Marquez ci sono stati duelli dentro e fuori dalla pista, con un Valentino sempre sorridente e celebrativo nelle vittorie, quanto duro e senza peli sulla lingua nei confronti diretti, sia in frenata che davanti ai microfoni. Il dito medio in gara a Biaggi (Suzuka 2001), la spallata a Gibernau all’ultima curva (Jerez 2005), fino ai duelli all’ultimo sangue con Marquez nel 2015. Le dichiarazioni mai banali, dirette, che hanno aumentato le rivalità anche fuori dalla pista, con Valentino uscito quasi sempre vincitore.

Le soddisfazioni con l’Academy

Se negli ultimi anni, tra età che avanzava e problemi con la moto, è stato sempre meno in gioco per la vittoria, Valentino Rossi oltre ad essere uno straordinario comunicatore, ha avviato un percorso imprenditoriale che l’ha portato ad essere la “chioccia” dei futuri campioni italiani. La nascita nel 2014 della VR46 Riders Academy e dello Sky Racing Team VR46, ha portato enormi soddisfazioni con la vittoria nel mondiale Moto2 (2018) e l’aver creato l’ambiente ideale alla fioritura dei giovani. Oggi, se Francesco Bagnaia, Franco Morbidelli e Luca Marini (per citare i più importanti) sono in MotoGP a giocarsi podi, vittorie e titoli è anche merito del pesarese. Passione estrema coltivata nel suo Ranch, con i piloti e lo storico gruppo di amici, diventati collaboratori nei progetti oltre la pista. Una vera e propria famiglia allargata, che si allargherà anche nel privato, visto che Rossi diventerà padre tra pochi mesi.

L’addio: una festa in pieno stile Valentino

Tutte premesse per arrivare ad oggi, per quello che non voleva essere un addio di lacrime e commozione ma di divertimento e gioia. Così è stato, in puro “stile Valentino” fino alla fine: il solito confronto con i capotecnici fino alla mattina stessa per provare le ultime modifiche e una gara lottata a metà classifica, il modo migliore per onorare al meglio la competizione, anche se si stratta della 432esima e ultima. Alla bandiera a scacchi è partita una vera e propria festa: una festa di una famiglia, di riconoscenza ad un uomo, una leggenda, un campione che è riuscito dove sono arrivati in pochi nella storia dello sport. Con le sue vittorie, con le sue celebrazioni ed il suo “stile Valentino” è riuscito ad avere milioni di tifosi in tutto il mondo e a portare in Italia la MotoGP da sport “di nicchia” e evento nazionalpopolare. Contribuendo attivamente alle vittorie italiane del prossimo futuro. Grazie Vale.

 
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