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02 Dicembre 2021

Pubblicato il

Lo strano caso dei maiali a Selva Candida. Colpa della sporcizia?

di Redazione
Il consigliere Ivan Errani prova a dare delle spiegazioni. Ecco qualche riflessione

Torna a impazzare, soprattutto sui social network, la questione dei maiali a Selva Candida. Già sbandierata lo scorso anno, la questione continua a far parlare di sé (leggi qui): i maiali son tornati. Puntuali, sono tornati a frugare tra i cassonetti. E subito si grida allo scandalo.

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Welcome to favelas again, su Facebook scrive, postando una foto di questi maiali: "Buongiorno da Casalotti, Roma, i soliti maiali!". Scandalizzarsi è facile: Roma è sporca, e i maiali ne sono una testimonianza palese. Ma bisogna fare delle precisazioni. Che Roma abbia avuto – e in certe zone continui ad avere – problemi inerenti la raccolta di rifiuti, non è certo un mistero. Ora, però, c'è bisogno di capire se esiste una gara – di cui non siamo a conoscenza – in cui vince chi urla più ad alta voce alla sporcizia, o se c'è la reale volontà di risolvere la questione e portare Roma a livelli normali di pulizia. Per dirla in parole più semplici: chi critica, analizza la situazione o grida allo scandalo solo per accaparrarsi qualche 'Mi piace' su Facebook? Oltretutto, gettare nello stesso calderone situazioni diverse che meriterebbero, appunto, analisi diverse e approcci differenti, rischia di non essere d'aiuto nel trovare le soluzioni giuste per la risoluzione delle stesse.

La vicenda dei maiali, è esemplare di tutto questo. Se su via Montagnana qualcuno denuncia l'inefficienza dell'amministrazione del Municipio, altri provano a dare una spiegazione diversa del fatto. E' il caso del consigliere di SEL in Municipio XIV, Ivan Errani. Che, sempre su Facebook, posta le foto di questi maiali. "(..) Stamattina, durante un sopralluogo effettuato nella zona di Selva Nera e via della Riserva Grande, io e i responsabili AMA di zona ci imbattiamo nella scena rappresentata dalle foto: il solito gruppo di maiali che grufola tra la spazzatura" – scrive.

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Facile, come abbiamo detto, pensare: "Che schifo, ancora spazzatura!". Ma lo stesso Errani poi precisa: "Via Domenico Montagnana è una delle strade passate al 'porta a porta' e gli unici contenitori su sede pubblica sono la campana del vetro e quello della raccolta degli indumenti (..). Incrociata una squadra del decoro, chiamata a eliminare i sacchetti lasciati vicino alle campane dagli incivili, ci adoperiamo per pulire immediatamente la strada (…) e mi accodo ai suini per cercare di capire da dove vengono e dove vanno. Chiamo immediatamente la Polizia Locale che arriva a stretto giro, ma non riesco a fermare gli animali (pesano, cinque maiali…) anche se li scorgo entrare in un terreno privato".

Ecco, quindi, che il 'giallo' dei maiali si arricchisce di particolari: "Conoscevano bene la strada di casa" – scrive ancora Errani che, con gli agenti, si è messo – "sulle loro tracce, individuiamo il proprietario ma se non cogliamo 'sul fatto' i maiali non si può attivare la procedura di sequestro. Ci mettiamo quindi alla ricerca del gruppetto di animali nella zona tra Selva Nera e la Storta – continua Errani – ma dei suini nessuna traccia, e ce ne torniamo mesti al punto di partenza sull'auto di servizio degli agenti della Polizia Locale (…)".

Non è intenzione di chi scrive assolvere nessuno; altrettanto, però, non è nostra intenzione sparare sentenze che non ci competono. Innanzitutto, bisogna denunciare che qualcuno, evidentemente – per dirla con lo stesso Errani – incivilmente ha "abbandonato sacchetti di organico" in un posto che loro non è. Per di più, sono stati abbandoanti accanto a "una campana visitata spesso da maiali". Il che, secondo Errani, "non è proprio un atteggiamento saggio da tenere". Questo, pur ammettendo e senza escludere le pecche del servizio della raccolta rifiuti sul territorio romano. Ma certo, gettare benzina sul fuoco non serve certo a sedare le fiamme.

Visto che protagonisti di questa storia sono degli animali, facciamo finta che sia una favola, e proviamo a tirarne fuori una morale: le colpe non sono mai solo degli altri. 

 
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