La morte della donna caduta nella voragine, ieri i funerali

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Si sono svolti ieri i funerali della giovane donna Tiziana Laudani, 37enne, rimasta vittima della caduta in una voragine profonda 8 mt, provocata da una grata spostata e mai rimessa in sicurezza, in Largo San Giuseppe Artigiano, nel quartiere Portonaccio. All'interno della Chiesa di Sant'Atanasio si respirava un'aria di intensa commozione tra i presenti. Il parroco officiante la messa funebre, don Marco, ha detto, tra l'altro: "Noi uomini siamo capaci di fare cose brutte, ma capacissimi di amare; io vedo tanta solidarietà, tanta vicinanza; gli occhi raggianti di Tiziana poi ci sapranno dire".
 
Disperate le parole dei familiari: "Perché? Perché?, ha ripetuto urlando il padre della povera donna, poi sentitosi male sul finire della messa, nel cortile della chiesa; un'ambulanza lo ha soccorso; poco prima anche la sorella di Tiziana era stata soccorsa per un malore: "Morta per una grata rubata, non si può accettare", ripeteva sopraffatta dal dolore. I vicini e i conoscenti non si capacitavano ancora del tragico accaduto: "Poteva capitare a chiunque. Si sapeva…", dicevano tra loro.
 
Al rito funebre era assente il figlio di Tiziana, Luciano, di 11 anni, troppo piccolo e con problemi di salute per poter affrontare il dramma; un bambino disabile che dall' infausta notte del 9 agosto continua a cercare la madre: "Voglio mamma, dov'è mamma?", chiede ignaro della tragica realtà. Una domanda a cui nessuno finora ha avuto la forza e il coraggio di rispondere. Saranno gli psicologi a trovare il momento e le parole giuste per farlo. "Lui e la mamma erano in simbiosi", mormoravano i conoscenti. Da segnalare la presenza di una corona di fiori inviata dalla sindaca Virginia Raggi.