12 Giugno 2021

Pubblicato il

Grande Inter

Inter. Conte – Burgnich, due per una maglia: scelgo Roccia

di Francesco Di Pisa

Il calcio è oggi un sistema fissato su una precarietà assurda, inconcepibile agli occhi dei più

inter tarcisio burgnich antonio conte
Tarcisio Burgnich

Undici anni fa, il 22 maggio 2010, l’Inter realizzava un’impresa unica: il triplete. A fine partita, Madrid, stadio Santiago Bernabeu, Inter 2 Bayern 0, Inter Campione d’Europa dopo 44 anni, intervistato in mondovisione, il Man of the Match, Diego Milito, centravanti argentino dell’Inter, eroe goleador, non attese molto per dichiarare che non sapeva se restare ancora a Milano, ho delle offerte…

Papà Moratti non ci pensò un attimo e il Lunedì seguente allungò il contratto a Diego Milito alzando l’ingaggio più su di quanto l’argentino avesse mai sognato financo da bambino. Fu l’inizio della fine dell’Inter di Moratti, quella squadra raccolse tutto il possibile, ma prosciugò una bella fetta di barili di petrolio della famiglia stessa.

L’Addio di Conte

Oggi, l’Inter vive un nuovo epilogo sportivo: nemmeno 48 ore dopo lo Scudetto numero 19, la Beneamata già piange e scuote la testa per l’addio di Conte, ieri condottiero, oggi reo di non voler accettare la nuova proposta di Steven Zhang di ridimensionare contratti milionari e rosa giocatori per far fronte ai debiti: il tecnico salentino sarebbe pronto a fare la valigia, lasciare l’Inter (dietro buonuscita naturale) da Milano per Londra – sponda Tottenham o Madrid o chissà Barcellona.

C’è tutto in queste storie, il buon senso, l’amore, il tradimento, la fede, l’ambizione sfrenata, l’arroganza e una certa sete di vittoria che arriva ad accecare tutto, tutti e – crediamo – non appaga comunque.

Precarietà del calcio

Il calcio è oggi (ancora) questo, un sistema fissato su una precarietà assurda, inconcepibile agli occhi dei più, uno spettacolo più che uno sport… che rotola schemi e uomini su un prato inzuppato dalla crisi della pandemia.

Quanto e se reggerà lo vedremo in breve.

Tarcisio Burgnich, detto Roccia

Chi si accomoderà sulle panchine, chi prenderà a calci quella palla, più prima che poi – dovrà comunque accettare di veder ridotta la montagna d’oro da cui accomodato – intravede appena il mondo degli uomini che corrono come i pazzi solo per fare quadrare i conti. Senza fare morale, tutto scorre, tutto passa, i Cinesi ce ne hanno parlato dalla riva del fiume. La sola cosa che resta intatta è la passione di un tifoso per la propria maglia e che oggi piange la scomparsa di un uomo vero, Tarcisio Burgnich, il difensore della Grande Inter di Herrera, detto Roccia.

 
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