03 Agosto 2021

Pubblicato il

Insegnanti violenti. Docente di matematica indagato per lesioni

di Redazione
Il bambino, 12 anni in una scuola media del centro storico, la 'Michelangelo Buonarroti. I genitori lo hanno accompagnato in ospedale

Quando frequentavo le scuole medie, avevo un insegnante di applicazioni tecniche piuttosto iracondo, con un'espressione sempre tesa, da nevrastenico, perfettamente in linea con il taglio di certi occhi da pantomima, per non parlare dei capelli, modello parrucchino di seconda mano acquistato a Porta Portese, di un castano tristemente sbiadito, che arrivavano a lambire per miracolo la parte superiore della nuca. Gli piaceva atteggiarsi a fare il cattivo e portava sempre con sé un enorme compasso di legno, la cui punta di ferro serviva a dare stabilità all'attrezzo, mentre l'altro braccio era dotato di una cavità per posizionare il gesso, per mezzo del quale disegnava angoli e bisettrici.  

Quando si arrabbiava, pareva gli si rimpicciolisse la faccia e con la voce strozzata dalla rabbia, gridava allo sventurato alunno di turno: "Ti mozzo la testa!"(con la é  chiusa), oppure: 'Boscaiuolo!'(con la o sempre rigorosamente chiusa, ogni volta che disegnavamo le rette troppo spesse. Infine, non disdegnava di usare termini come 'pizzicagnolo' o 'falegname'. Nonostante ciò, gli ho voluto, anzi, gli abbiamo voluto bene, perchè in fondo era solo un professore severo, o per meglio dire, sono propenso a credere che recitasse semplicemente il copione adatto alla parte, ma di sicuro non avrebbe fatto del male neanche ad un insetto molesto, come la realtà ha ampiamente dimostrato. Di questo insegnante parlo oggi per un motivo ben preciso, per tracciare un parallelo con la vicenda che ora vi racconto.

Un docente di matematica, è finito sotto processo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Roma e dovrà rispondere alle accuse di lesioni personali aggravate e abuso di mezzi di correzione e disciplina, per aver scaraventato un alunno contro la parete dopo averlo afferrato per il collo, urlando: "Tu uno di questi giorni mi farai andare in galera!". L'episodio è accaduto in una classe di II media di una scuola del centro storico della città, la 'Michelangelo Buonarroti', in via Puglie. I genitori del bambino 12enne, dopo aver raccolto lo sfogo del figlio al momento del suo rientro a casa, hanno deciso di accompagnarlo in ospedale. Ciò che ha fatto perdere le staffe al professore (i fatti risalgono al 2012), è stato il comportamento dell'alunno che avrebbe sottratto ad una compagna, un elastico per capelli, non restituendolo, scagliandolo piuttosto contro la porta, fino a che lo stesso si incastrasse in un angolo.

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Il comportamento indisciplinato, ha comportato una nota sul registro, ma il provvedimento non ha sortito gli effetti sperati e quando il bambino, assieme ad altri quattro compagni, ha spostato il telefonino dell'insegnante posizionato sulla cattedra, per copiare i compiti a casa direttamente dal registro di classe, si è scatenato il putiferio, con le conseguenze descritte e per meglio entrare nel dettaglio, secondo la diagnosi dei medici dell'Umberto I, è stato riscontrato un trauma cranico con lesioni al collo. Per il professore di matematica, è stato intanto disposto il trasferimento in un'altra sede, in attesa di ulteriori sviluppi del caso. E' per questo motivo che il ricordo di quell'insegnate di applicazioni tecniche, durante gli anni della scuola media, mi è molto caro. Il suo modo burbero di fare intimoriva un po', questo è vero, ma lui le teste (con la é rigorosamente chiusa), le 'mozzava' con la fantasia e non ha mai fatto male a nessuno. Al massimo, con il viso deformato dall'ira, gridava: 'Boscaiuoli! (con la 'o' chiusa naturalmente).

 
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