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18 Gennaio 2021

Pubblicato il

"Siamo stanchi"

Infermieri, 2 novembre sciopero nazionale 24. Prestazioni ordinarie a rischio

di Redazione

"Sino a oggi abbiamo conosciuto solo il dovere, abbiamo lavorato con la cenere in testa durante tutta la pandemia senza nulla chiedere"

Pandemia
Pandemia, Infermieri incrociano le braccia

Sciopero infermieri. “Siamo nel pieno della riesplosione dell’emergenza Covid, di fronte alla palese cattiva gestione di una seconda fase, dai contorni drammatici come stiamo vivendo in questi ultimi giorni.

In tutti gli ospedali, piccoli e grandi, da Nord a Sud, impegnati nell’ardua battaglia contro la pandemia, gli infermieri italiani incrociano le braccia per 24 ore, da lunedì 2 novembre alle 7 fino alle 7 di martedì 3 novembre.

Uno sciopero per dire ancora una volta ‘no’ all’indifferenza, alla mancanza costante di un dialogo costruttivo con il Governo, le Regioni al non coinvolgimento nelle decisioni ‘chiave’ per il futuro della categoria”.

Garofano bianco per ricordare i 44 colleghi morti

E’ quanto si legge in una nota del Nursing Up, che annuncia lo sciopero di lunedì. Il simbolo della protesta “scelto dagli infermieri è un garofano bianco, per ricordare i 44 colleghi che hanno perso la vita, e per sottolineare il rispetto dei principi e dei valori ai quali si ispira la nostra professione”.

“Ed è emblematico che in un frangente così delicato per la storia della sanità pubblica del nostro Paese – continua la nota – siano gli infermieri, perno indiscutibile di un sistema deficitario che si regge a galla grazie al loro impegno e alla loro dedizione per la strenua difesa della salute della società civile, a decidere volontariamente di non recarsi sul posto di lavoro e di aderire all’azione promossa dal nostro sindacato.

Con tutte quelle che possono essere le conseguenze del loro gesto, garantendo beninteso, come la legge vuole e come vogliono gli stessi infermieri a beneficio dei cittadini, i servizi minimi“.

Prevista massiccia partecipazione allo sciopero

Spiega Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up: “Quasi tutte le aziende sanitarie hanno pubblicamente informato dei possibili disagi dovuti al rinvio delle prestazioni ordinarie.

Purtroppo saranno centinaia di migliaia le prestazioni infermieristiche che verranno meno in Italia. Così annuncia il programmato sciopero che prenderà il via lunedì mattina. A chi ci chiede di tirarci indietro rispondiamo che se non lo abbiamo fatto, è perché troppo importanti sono le istanze in gioco, troppo lunga è l’attesa di una svolta che non è mai arrivata”.

“Il gioco delle promesse mancate è finito– continua De Palma- Gli infermieri italiani, logorati e stanchi di essere presi in giro, sono pronti a fermarsi per 24 ore. E sono davvero tanti i colleghi che da tutta Italia ci hanno chiamato confermando la loro volontà di aderire.

Prevediamo perciò una massiccia partecipazione, ma soprattutto vogliamo lanciare un messaggio al Governo ed alle regioni che, nei fatti, ci stanno ancora una volta voltando le spalle, con accompagnamento di inutili elogi e lodi sdolcinate”.

Le ragioni degli infermieri, cosa contestano

Secondo il presidente del Sindacato degli infermieri, “l’adeguamento di stipendio con la snervante attesa di un aumento in busta paga, la creazione di un alveo contrattuale autonomo che valorizzi economicamente e professionalmente il nostro ruolo e provvedimenti concreti, che ci consentano di svolgere il nostro lavoro in sicurezza, non come accade oggi.

Sono queste e molte altre le ragioni per le quali abbiamo deciso di fermarci. Consapevoli che lottiamo contro un ‘mostro’ di nuovo agguerrito e lo facciamo oggi più che mai con armi spuntate, con una carenza di infermieri che ad inizio pandemia era di almeno 53.000 unità e che a causa di politiche inconcludenti si acuisce giorno per giorno.

Contestiamo quei provvedimenti secondo i quali un infermiere che viene a contatto con un soggetto infetto debba continuare a lavorare fin quando non avrà sintomi della malattia, rappresentando un rischio per se e per gli altri, mentre qualsiasi altro cittadino nelle stesse condizioni viene collocato in quarantena.

“Se Governo e Regioni non ci ascoltano sciopero di 48 ore”

Anche noi abbiamo famiglie, i nostri figli sono come quelli degli altri, non vogliamo metterli a rischio, pretendiamo di lavorare in sicurezza”. Spiega ancora De Palma: “Eppure, nonostante tutto questo, noi da martedì riprenderemo a rischiare la vita, con turni anche di 24 ore consecutive. A dimostrazione che ci siamo e ci saremo sempre. I cittadini capiscono le ragioni della nostra protesta, ora più che noi mai siamo al loro fianco e loro lo sono al nostro. Chi perde di credibilità non siamo certo noi”.

Secondo il Nursing Up “la colpa è di chi avrebbe dovuto garantire una organizzazione tale, nella sanità pubblica, da permetterci di gestire la nuova emergenza senza i patemi che viviamo oggi.

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E non è escluso, se Governo e Regioni non considereranno seriamente le nostre richieste, che non si decida di di acuire la lotta, e che il nostro prossimo passo non sia quello di proclamare uno sciopero di 48 ore”.

“Fino ad oggi abbiamo conosciuto soltanto il dovere”

Insomma, “dove sono le nuove assunzioni? Che fine hanno fatto le promesse dei contratti a tempo indeterminato? Gli infermieri, precari con contratti a termine fino a dicembre, e con gli stipendi tra i più bassi d’Europa.

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Sino a oggi abbiamo conosciuto solo il dovere, abbiamo lavorato con la cenere in testa durante tutta la pandemia senza nulla chiedere, anche in questa giornata di sciopero continuiamo a lottare contro la morte assumendoci comunque la responsabilità di garantire i servizi minimi alla cittadinanza, e certo non ci arrendiamo.

Quello che è sicuro, è che saremo ancora una volta noi a tirare fuori gli italiani dalle sabbie mobili, dalle paludi più nere, rischiando di finirci dentro mentre riportiamo a riva chi è in pericolo. Mentre dietro di noi, “gli altri”, rimarranno a guardare inermi, talvolta continuando ad elargire inutili quanto patetici elogi”, conclude De Palma. (Com/Ekp/ Dire)

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