14 Luglio 2021

Pubblicato il

Chi può giudicare?

Il piccolo Nicola ritrovato e i genitori perfetti. A chi spetta il giudizio?

di Massimo Benedetti

I genitori dovrebbero essere sufficientemente buoni e non perfetti. Non esiste la perfezione ma esiste l’amore in ogni sua forma

Nicola Tanturli
L'intervento dell'elicottero dei Vigili del fuoco per le ricerche del piccolo Nicola Tanturli

Nicola Tanturli è un bambino di quasi 2 anni che è stato ritrovato in fondo a una scarpata il 23 giugno scorso da un giornalista della RAI e recuperato poi da un carabiniere. Tutto dopo una denuncia di scomparsa effettuata dai genitori.
Il bambino è stato ritrovato nella boscaglia di Palazzuolo sul Senio, circa trenta ore dopo la sua scomparsa.

Una denuncia tardiva

Il dubbio che serpeggia su tutta la storia, riguarda le dinamiche della denuncia da parte dei genitori. Risulta, infatti, che abbiano aspettato 9 ore prima di rivolgersi alle autorità, e che il bambino al momento del ritrovamento avesse le scarpette ai piedi e fosse in perfetta salute (giusto un bernoccolo) nonostante si trovasse in una scarpata profonda 30 metri. I genitori hanno spiegato di aver messo il bimbo a letto con ancora le scarpe addosso poiché non volevano svegliarlo e di aver passato tutta la notte a cercarlo convinti di poterlo trovare da soli.

Un anno fa anche l’altro figlio, poco più grande, era scomparso per qualche ora. Ma la stampa e il web immancabilmente hanno da subito trasformato una gioiosa notizia in qualcos’altro. Il bisogno di soddisfare a tutti i costi l’evento nell’ennesimo noir da romanzo di Niccolò Ammaniti. La notizia è riportata più o meno sempre nello stesso modo e sempre con riferimenti alla procura dei minori e ai servizi sociali. E chiaramente viziata da seri dubbi riguardo alla veridicità di quanto dichiarato dai coniugi Tanturli, che a dire di molti appare contraddittorio e alquanto depistante.

Una famiglia singolare

Una famiglia fuori dal comune la cui organizzazione non si rifà al modello nucleare e che non ha caso si stabilisce sulle colline del Mugello dove già da decenni è insita la comunità degli Elfi. Una comunità caratterizzata da regole e approcci lontanissimi dai canoni antropologici della famiglia e della genitorialità come oggi viene intesa. Famiglia e genitorialità, due argomenti attualissimi sui quali la politica da una parte e le forze della società dall’altra, stanno cercando di affrontare.

Politici, giornalisti e opinionisti più o meno accreditati , discutono pubblicamente su come dovrebbe comportarsi un genitore, su come dovrebbe essere una famiglia e sul modello educazionale più adatto.

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Il manuale dei genitori perfetti

Detto ciò, è plausibile affermare che nessuna persona al mondo può arrogarsi il diritto di stilare un “manuale del genitore perfetto” anche perché, come affermava Winnicott, i genitori dovrebbero essere “sufficientemente buoni” e non perfetti. Non esiste un “gold standard” per la genitorialità, ma esiste l’amore in ogni sua forma, compresa quella genitoriale, e l’amore non dovrebbe mai essere giudicato, finché esso stesso non si trasforma in patologico. Questo risulta forse difficile da comprendere nel nostro Paese e nel momento storico che stiamo vivendo, anche se qualcosa sta cambiando.

Un esempio lo si può percepire dal grande clamore che si sta manifestando sui i social riguardo al DDL Zan. Le nuove generazioni in particolare si dimostrano più attente all’amore e all’esclusività che deve avere rispetto a ogni forma di relazione familiare superando le formalità alle quali l’istituzione stessa ci ha abituati. Un padre e una madre, due madri, due padri, un padre solo o una madre sola.

Il caso del piccolo Nicola

Tornando ai Tanturli, lasciare andare un figlio a letto con le scarpe o senza forse non è più il focus. Forse il focus ora è l’amore in generale e la cessazione del giudizio. Il giudizio scaturisce in automatico, ma bisogna ricordare ogni volta, che esso stesso può divenire limitativo e fuorviante. I giornalisti facciano i giornalisti e non i giudici e lascino che le autorità eseguano il loro lavoro in modo da fare chiarezza su quello che non torna in questo caso. Insomma, ad ognuno il suo lavoro: il giornalista riporta i fatti, la giustizia li giudica, la società si autodefinisce.

A decidere se i coniugi Tanturli siano dei buoni genitori o meno, sarà la giustizia e gli assistenti sociali. Non i pregiudizi su un modello genitoriale differente, da mettere alla gogna perché un bambino lo si è messo a dormire con le scarpe. Oppure perché la liberta di vivere in un bosco è difficile da concepire. D’altronde se voltiamo lo sguardo verso i nostri figli, qualcosa di paradossale lo troviamo anche nel nostro modo di porci nei loro confronti.

E allora, probabilmente il comportamento dei genitori potrà essere giudicato un giorno, solo ed esclusivamente dai propri figli.

Con la collaborazione di Letizia Nobilia, dottoressa in neuropsicologia

 
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