05 Marzo 2021

Pubblicato il

Il Campidoglio dalla parte dei nidi convenzionati

di Redazione

Approvata la mozione a firma dei consiglieri Magi e Baglio sulla creazione di una Commissione Indipendente

Quelle maglie gialle, che hanno più volte 'invaso' l’Aula Giulio Cesare, in Campidoglio, un senso ce lo avevano: invocavano ed invocano il diritto a lavorare alla luce del sole, come spiega bene il vicepresidente del Municipio VII, Davide Tutino, fervido sostenitore della protesta dei gestori degli asili nido, che ha pagato con più di 5 chili persi il ‘prezzo’ della sua giusta lotta nonviolenta.

E il diritto-dovere di lavorare alla luce del sole, da oggi, può essere una realtà. Il Consiglio Comunale, infatti,  dopo 3 sedute ha approvato la mozione a firma dei consiglieri Magi (Radicale in quota Lista Civica Marino) e Baglio (Partito Democratico), avente ad oggetto la richiesta della costituzione di una commissione indipendente che certifichi i costi reali dei servizi all’infanzia.

“Ciò avviene dopo un quinquennio in cui la giunta Alemanno ha agito senza coscienza e senza conoscenza, promovendo asili sottocosto destinati a sopravvivere contro la legge, e procacciandosi perverse protezioni istituzionali” – scrive Tutino sul suo profilo Facebook, in una lettera aperta indirizzata all’Assessore Alessandra Cattoi e al sindaco Ignazio Marino.

“Ciò – aggiunge – è ostato una lotta nonviolenta tuttora in corso, sui marciapiedi, nelle istituzioni, financo nelle case, con uno sciopero della fame totale. È con radicale rispetto del Diritto che ho intrapreso, e per ora sospeso, tale sciopero della fame, nel quale ho scelto di nutrire il corpo del nostro dialogo a spese del mio corpo dialogante”.

Ora, però, bisogna attivare “immediatamente e con rigore la Commissione”. “Perseguite la sostenibilità legale dei servizi ed il benessere dei bambini” – conclude Tutino.

Già nelle scorse ore, comunque, i nidi convenzionati di Roma avevano trovato un nuovo interlocutore in Campidoglio, Fratelli d’Italia, che ha accolto “le istanze dei soggetti Gestori di nidi convenzionati con i quali condividiamo le perplessità e le rimostranze rispetto agli effetti operativi che hanno subìto, senza alcun coinvolgimento, dalla revisione del sistema di accreditamento e convenzionamento attuato da Roma Capitale”.

Anche secondo Fdi-An, “oltre a penalizzare tali organismi, convenzionando i posti bambino fino al mese di Giugno e lasciando dubbio il mese di Luglio, dunque incidendo anche dal punto di vista economico in modo poco razionale e soprattutto non condiviso, si attiva un sistema di monitoraggio molto rigido e sterile, che non mette al centro della questione le dinamiche educative e i contesti territoriali”.

Ghera, Marsilio e Giuliano, inoltre, hanno puntato il dito contro “la previsione di permanenza nell’Albo "soggetta a revisione annuale operata sulla base dell’andamento della gestione svolta nel periodo di riferimento, anche all’esito delle rilevazioni di customer satisfaction. Ma la customer satisfaction – sostengono – in un Nido è cosa risibile. Intervistare i genitori non dà la misura della completezza di un’azione di monitoraggio. Inoltre riteniamo gravissima, in quanto impatta sulla qualità del servizio, l'assenza di una previsione di una formazione e di aggiornamento per il personale educativo del sistema dei nidi convenzionati e l’assenza del monitoraggio dovuto essenzialmente alla carenza delle figure dei funzionari educativi pubblici fondamentali per un sistema serio di monitoraggio di qualità dei servizi”.

Dichiarazione, questa, accolta con favore ed entusiasmo dallo stesso Tutino, con onestà politica ed intellettuale.

 
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