Gli stipendi da fame degli italiani: nessuno in Europa è trattato così male sul lavoro

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Dopo un decennio favorevole di tassi quasi a zero sulla emissione dei titoli di stato e la politica di acquisto del debito pubblico italiano da parte della Banca Centrale Europea, una classe politica di incapaci non è riuscita a svolgere politiche efficaci per migliorare ed abbattere notevolmente la situazione del debito pubblico, uno dei più alti al mondo.

Euro, moneta e carta
Euro, moneta e carta

I bassi stipendi italiani

Quasi sicuramente arriverà presto una tempesta economica che travolgerà e metterà in ginocchio il Paese. L’aumento dei tassi da parte della BCE e soprattutto la riduzione delle politiche di acquisto del debito, rischiano seriamente di mandare in frantumi la nostra debole situazione economica e sociale. La produttività in Italia è piuttosto bassa e gli stipendi sono da fame. L’inflazione negli altri Paesi europei è altissima, come in Italia, ma gli stipendi sono adeguati e di conseguenza i cittadini possono reggere l’ondata d’urto della fortissima inflazione.

In Italia ci sono stipendi bassissimi che nella maggioranza dei casi non raggiungono i 1.000 euro netti e non esiste più lo strumento dell’adeguamento degli stipendi all’inflazione. Fino agli anni ’90 esisteva la scala mobile che metteva al riparo gli stipendi e pensioni in relazione all’inflazione. Strumento che fu soppresso dai fenomeni che si sono avvicendati alla guida dei governi successivamente agi anni novanta.

Nostalgia della Prima Repubblica

Ridateci la Prima Repubblica. Il termometro economico è impressionante, l’Italia si sta avviando alla recessione, che arriverà probabilmente presto. E causando un’ esplosione della bomba che si abbatterà su tutta la popolazione e causando un aumento della povertà e delle disuguaglianze. Altra bomba è l’ondata dei flussi migratori senza precedenti in arrivo dall’Africa a causa della crisi alimentare e il quadro è completo. Con un’inflazione così alta e con la contrazione dei consumi causata dall’impennata degli aumenti e dell’impoverimento dei cittadini sarà sempre più difficile andare avanti, sia per le imprese che per le famiglie.

Ecco l’importanza di riconoscere un reddito adeguato e in linea con quelli europei. Il reddito di base dovrebbe essere accompagnato da una reale rivoluzione fiscale, facendo pagare le tasse a tutti seriamente. Chi avrà il coraggio di rivedere integralmente la fiscalità in Italia? Sicuramente, né questo governo, ormai in balìa degli umori uterini dei vari politici che pensano più alle elezioni che all’interesse della nazione, né tantomeno il prossimo. Sperando che nel 2023 nasca una nuova politica di persone preparate che metta al centro delle loro azioni gli interessi collettivi mettendo definitamente da parte gli egoismi e governi con zelo, parsimonia , onestà la grave crisi che stiamo vivendo.

Cesare Giubbi