24 Settembre 2021

Pubblicato il

La versione di Cesare

Gli spot della solidarietà in tv e un sistema di accoglienza che aiuta nessuno

di Redazione
Aiutare persone in difficoltà è un impegno civico e morale ma è insensato continuare a spendere miliardi per una solidarietà che aiuta nessuno
Save the Children, spot di richiesta donazione in tv
Save the Children, spot di richiesta donazione in tv

Ogni giorno sugli schermi televisivi vediamo una notevole quantità di pubblicità martellante che promuove Associazioni solidali, ONG, Enti non profit. Spot che invitano gli italiani a versare contributi per scopi caritatevoli e umanitari.

Richiesta di donazioni

Con una donazione mensile di circa 9 euro si possono garantire cibo, acqua pulita, cure mediche e istruzione. Ci sono nel mondo e in particolare in Africa, milioni di persone che lottano quotidianamente per la sopravvivenza. Nessuno dovrebbe provare la sofferenza della fame e l’agonia di una pancia vuota. Aiutare le persone più vulnerabili è un obbligo sacrosanto, sia per i Governi che per quella parte della popolazione ricca e che vive nell’agio e nell’abbondanza. Troppe persone ogni giorno, rischiano di non sopravvivere a causa della povertà.

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Corre l’obbligo chiedere al governo Italiano, presieduto dal Prof. Draghi, perché far approdare migliaia di clandestini sulle coste italiane che costano alla collettività, ognuno 46 euro al giorno? Possiamo salvare e mantenere una persona con 9 euro al mese se rimane nel proprio Paese, mentre noi spendiamo 1.380 euro al mese per ognuno di loro. Perché tanta ostinazione su questo inefficace tipo di accoglienza? Con le ingenti somme che spendiamo per mantenerli (male) sul territorio italiano, potremmo salvare e aver cura di milioni di immigrati nei loro Paesi.

Il lavoro della diplomazia che manca

Aiutandoli a casa loro potremmo occuparci di 154 persone con quello che in Italia spendiamo per uno solo di loro. Che interessi ci sono sull’accoglienza? Perché anche l’uomo vestito di bianco Oltretevere è favorevole all’accoglienza sul territorio italiano e non si prodiga per sensibilizzare i Governi a trovare una soluzione diplomatica? Chissà che enormi interessi esistono sull’accoglienza da parte di certe organizzazioni che passano per benefattrici. E’ meglio spendere così tanto in Italia e senza emancipare nessuno e appagare la voracità di certi delinquenti.

Cesare Giubbi

 
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