Gabrielli: “Dialogo e collaborazione” per il Muncipio I di Roma

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Dall’abusivismo commerciale alla prostituzione su strada, dalle sale slot agli insediamenti rom di Monte Mario e lungotevere Testaccio, fino alla sicurezza all’Esquilino e nei parchi, come quello di San Gregorio. Il neoprefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha incontrato stamattina nella sede del Consiglio del I Municipio, a circonvallazione Trionfale, associazioni e comitati del Centro della Capitale, insieme a Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio, e alla sua Giunta. Un territorio che “se guardiamo semplicemente le statistiche non è certo Sodoma e Gomorra”, ha sottolineato il prefetto, ma che comunque, dalla movida all’abusivismo, “vive in modo patologico dei problemi fisiologici, perché diventano oggettivamente insopportabili per chi ci abita”.

Anche per questo il Centro storico avrà un’attenzione particolare, tanto che Gabrielli, definito da Alfonsi “un prefetto illuminato”, qui ha deciso di dividere in due la gestione di ordine e sicurezza pubblica nei vari comitati territoriali che si stanno costituendo all’indomani del suo insediamento, con rappresentanze di tutte le forze dell’ordine e delle istituzioni municipali: “Nel I Municipio ci saranno due articolazioni e due rappresentanti della Prefettura, uno per la zona del Viminale e uno per Trevi, Campo Marzio e Prati, che avranno una gestione più omogenea – ha spiegato Gabrielli – Nei prossimi giorni ci sarà la prima riunione di queste strutture, e all’interno si definiranno le azioni da compiere”.

Le tre parole d’ordine per Gabrielli sono “dialogo, collaborazione e verifica”. Dallo spaccio, su cui “più che rompere le scatole ai singoli pusher bisogna lavorare per disarticolare il fenomeno dall’alto”, alla riorganizzazione delle forze dell’ordine “in base alle aree e non più agli obiettivi, in modo da avere delle responsabilità precise” accompagnata alla “interconnessione delle sale operative per la trasparenza dell’azione tra le varie forze”, sono stati diversi i temi toccati dal prefetto. Tutte materie su cui “ci sto mettendo la faccia, anche esponendomi alle critiche”, e su cui l’ex capo della Protezione civile non agirà con “interventi spot, in cui non credo, ma secondo il principio del ‘clear, hold and build’ – ha concluso il prefetto – I comitati territoriali, insieme al Municipio, nei prossimi giorni andranno a definire quelle azioni che io definisco ‘strabiche’, con un occhio che guarda la punta della scarpa, per le questioni urgenti, e uno che guarda avanti lontano, perché c’è bisogno di interventi strutturali”.