Flash Mob dei tassisti romani contro inciucio tra Uber e politici

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Alcuni tassisti romani travestiti da Zio Sam, con i colori americani (nelle foto Sandro Red Taxi e Claudio Fagotti), hanno distribuito dollari falsi in piazza Montecitorio ai politici di passaggio per ricordare "la cena di un paio di settimane fa, tra la general manager di Uber Benedetta Arese Lucini e alcuni parlamentari". Secondo i tassisti: "alcuni di questi deputati, pur affermando di aver partecipato a quella cena solo a scopo conoscitivo, avevano in realtà già presentato emendamenti a favore della multinazionale americana Uber. I taxi – racconta un rappresentante nazionale dei tassisti che protestano contro Uber da Milano a Roma a Napoli – sono un servizio pubblico che va difeso a tutela dell'utenza e dei lavoratori di tutte le categorie, visto che le modifiche presentate permetterebbero a Uber di non pagare i contributi Inps e Inail ai dipendenti. Di una eventuale modifica di questo genere non devono aver paura solo i tassisti ma tutti i lavoratori italiani. Ormai in molti altri paesi Uber è stata bloccata o è sotto indagine, e non si capisce proprio come in Italia qualcuno voglia seguire la strada opposta. Chiediamo quindi che gli emendamenti presentati a un testo che nemmeno prevedeva l'intervento nel trasporto pubblico non di linea vengano ritirati".