18 Maggio 2021

Pubblicato il

Desirée, un anno dopo. Rinviati a giudizio quattro africani “irregolari”

di Redazione

Il processo comincerà il 4 dicembre. Il crimine fu spaventoso e le accuse sono pesantissime: omicidio, violenza sessuale di gruppo e spaccio di droga

La tragedia di Desirée: la sedicenne di Cisterna di Latina che quasi esattamente un anno fa, il 19 ottobre 2018, fu trovata cadavere. Drogata e violentata da più criminali, come emerse da subito. Buttata (non stesa: buttata) su un materasso. All’interno di uno stabile fatiscente in via dei Lucani, a San Lorenzo.

Oggi, per decisione del Gup Clementina Forleo, è arrivato il rinvio a giudizio. Che evidentemente non è ancora una condanna. E men che meno è una condanna definitiva. Qui in Italia si sa come gira: un ricorso non si nega a nessuno e prima di arrivare al verdetto finale c’è da aspettare, quasi sempre, la Cassazione.

Ma intanto, se non altro, un primo risultato lo abbiamo raggiunto: il prossimo 4 dicembre inizierà il processo a carico di Alinno Chima, Yussef Salia, Mamadou Gara, detto Paco, e Brian Minthe, accusati di omicidio, violenza sessuale di gruppo e spaccio di droga. Nell’ordine, un nigeriano, un ghanese e due senegalesi. I quali, sai che sorpresa, sono tutti e quattro “irregolari”. Ovverosia clandestini. Ovverosia, soggetti che non avrebbero dovuto essere sul nostro territorio nazionale. E invece…

E invece c’erano.

Consideriamolo pure un dato di fatto specifico, su cui non è il caso di costruire requisitorie ad ampio raggio. Ma se è giusto non generalizzare, è altrettanto giusto non omettere.

Sui siti di svariati dei quotidiani principali, i titoli stanno bene attenti a usare termini assolutamente neutri, per indicare i quattro imputati: “uomini”, “persone”, tutt’al più “pusher”. Per apprendere che si tratta di africani bisogna andare oltre, addentrandosi talvolta nel sottotitolo e talaltra nel testo. Mentre del fatto che fossero qui senza titolo non si fa proprio parola.

Noi crediamo che sia un’informazione da dare, invece. Lasciando poi che siano i lettori a farsi un’idea della sua rilevanza. O meno.

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