Il 7 giugno alle 16 l’Abbazia di Fossanova, a Priverno, accoglie il terzo appuntamento di “Musica divina in dies festa”, rassegna che porta nei siti religiosi del Lazio concerti-spettacolo con strumenti d’epoca, costumi storici e danza rinascimentale.
Musica antica nel Lazio: Fossanova diventa una meta anche per il pubblico romano
Per chi parte da Roma, Fossanova è una delle destinazioni più affascinanti del Lazio da riscoprire in giornata. L’appuntamento del 7 giugno aggiunge una ragione in più per raggiungere Priverno: non una semplice visita all’Abbazia, ma un’esperienza costruita su musica, danza, racconto e memoria dei luoghi.
“Musica divina in dies festa. Melodie sacre e profane dal Rinascimento al Barocco” propone un modo diverso di vivere il patrimonio religioso. L’idea è trasformare abbazie, monasteri, basiliche e santuari in scenari culturali attivi, capaci di accogliere spettacoli dal vivo senza snaturare la loro identità. Fossanova, con la sua forza architettonica e spirituale, è una sede naturale per questo progetto.
L’iniziativa parla anche al pubblico romano perché intercetta una domanda sempre più chiara: uscire dalla città senza rinunciare alla qualità culturale. A poco più di un’ora dalla Capitale, l’Abbazia consente di unire arte medievale, ascolto musicale, narrazione storica e prodotti del territorio. È una proposta adatta a chi ama il turismo lento, alle famiglie, agli appassionati di musica antica e a chi cerca un pomeriggio diverso senza affrontare viaggi lunghi.
Fossanova, danza rinascimentale e strumenti d’epoca: che cosa vedrà il pubblico
Il cuore dello spettacolo è affidato alla Compagnia di Danza Rinascimentale “Tres Lusores”, realtà conosciuta per il rigore delle produzioni dedicate alla musica e alla danza antica. Le coreografie saranno eseguite con costumi storici e ricostruzioni filologiche, seguendo modelli che rimandano ai trattati del XVI e XVII secolo.
A Fossanova la compagnia sarà accompagnata dal Complesso Strumentale “Fanfarra Antiqua”, diretto dal maestro Carlo Vittori. Il programma attraverserà repertori sacri e profani, con pagine legate a Claudio Monteverdi, Giulio Caccini, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach, Girolamo Frescobaldi e Andrea Falconieri. Non si tratta di un ascolto astratto: ogni brano entra in rapporto con lo spazio, con la danza, con la narrazione.
Uno dei riferimenti più importanti sarà Fabrizio Caroso da Sermoneta, maestro della danza rinascimentale italiana. La rievocazione de “L’Arte del Ballare ò de i Balletti” darà al pubblico la possibilità di vedere come il ballo, nei secoli passati, fosse linguaggio di eleganza, relazione sociale e cultura del corpo. È una parte dello spettacolo che può sorprendere chi associa i luoghi religiosi soltanto al silenzio. Qui il silenzio resta, ma accoglie il suono.
A guidare gli spettatori ci sarà anche il giullare narratore interpretato da Tito Vittori. La sua figura farà da filo narrativo, dando ritmo alla rappresentazione e rendendo più accessibile il passaggio dal dato storico alla scena viva.
Visite, dolci antichi e turismo sostenibile: perché vale la partenza da Roma
La rassegna non si esaurisce nella performance. Ogni tappa prevede momenti di approfondimento, visite guidate e attività divulgative legate ai siti ospitanti. Il pubblico potrà così comprendere meglio il valore dell’Abbazia di Fossanova, la sua storia e il ruolo che continua ad avere nel Lazio meridionale.
Al termine del concerto sarà offerto un banchetto di dolci ispirati a ricette antiche, preparati dal Ristorante “Jo Botto” e dal Biscottificio “Trifelli e Martuff” di Cori. Il dettaglio gastronomico completa l’esperienza: non un’aggiunta decorativa, ma un modo per collegare la memoria musicale alla cultura materiale, alla cucina, ai saperi artigiani e ai prodotti locali.
La rassegna accompagnerà il pubblico fino a ottobre 2026, con appuntamenti in diversi luoghi religiosi del Lazio. Per Roma rappresenta una finestra su un patrimonio vicino, spesso conosciuto meno di quanto meriti. Il calendario può diventare un invito a guardare oltre il perimetro urbano, seguendo una geografia culturale fatta di abbazie, santuari, monasteri e basiliche che custodiscono una parte decisiva dell’identità regionale.
La direttrice Elisabetta Scungio ha richiamato il valore di questi spazi come luoghi vivi, capaci di accogliere esperienze collettive di conoscenza e partecipazione. Fossanova, il 7 giugno, darà una forma concreta a questa visione: il pubblico entrerà in un’Abbazia e ne uscirà con un’immagine più ampia del Lazio, dove spiritualità, arte e spettacolo possono camminare nella stessa direzione.